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Teleperformance, 700 posti a rischio

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Centinaia di operatori telefonici hanno protestato questa mattina davanti a Montecitorio contro i tagli, del 95% per la sede di Roma e del 50% a Fiumicino, annunciati dalla multinazionale francese Teleperformance. I sindacati scendono in piazza mentre per il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia Gianluca Peciola chiede l'immediato intervento del sindaco Alemanno e della presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

Centinaia di operatori telefonici hanno protestato questa mattina davanti a Montecitorio contro i tagli, del 95% per la sede di Roma e del 50% a Fiumicino, annunciati dalla multinazionale francese Teleperformance.

"A quattro anni di distanza dall'assunzione e stabilizzazione dei lavoratori di Teleperformance Spa Italia - circa 3mila - si svelano le linee guida del piano industriale della multinazionale francese: il 14 aprile, lo sconvolgente annuncio di un taglio del personale del 50% di cui 750 persone nel Lazio, tra la sede di Roma e quella di Fiumicino. Nel corso di questi quattro anni Teleperformance ha usufruito di generosi finanziamenti alla formazione. È con sconcerto che registriamo la crescita delle postazioni di lavoro in Albania (da 200 a 700), dove un'ora di lavoro viene pagata 3 euro rispetto ai 6 euro e 50 dell'Italia». Così una nota Slc di Roma e del Lazio in occasione della manifestazione odierna dei lavoratori dell'azienda a Montecitorio. «La delocalizzazione in questo caso ha del piratesco - prosegue il comunicato - poiché si dirottano le chiamate italiane verso l'estero, svilendo la forza dei lavoratori sia dell'uno che dell'altro paese. Inoltre non meno di un anno Teleperformance Spa ha sottoscritto un accordo di solidarietà presso il ministero, con l'obiettivo di rilanciare l'azienda e trovare nuove commesse. Ora invece si ripiega su se stessa e pone i lavoratori sotto ricatto di fronte alle istituzioni. L'azione messa in campo su Fiumicino fa parte di un percorso vertenziale dove, purtroppo, è la finanza a farla da padrona e non il lavoro e i rischi di impresa si scaricano sui lavoratori. Scendiamo in piazza per difendere la dignità del lavoro e dei lavoratori"

Alla reazione dei sindacati fa eco il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia Gianluca Peciola: “Nonostante la società Teleperformance  abbia manifestato, a seguito di una precedente mobilitazione dei lavoratori nel 2010, l’intenzione in accordo con i lavoratori per la continuazione del rapporto di lavoro e una gestione migliore della società, la società ha continuato ad operare una politica gestionale fallimentare, che mira con molta probabilità alla decolalizzazione. Sono a rischio licenziamento 509 dipendenti della sede romana e 243 della sede di Fiumicino. Su questa vicenda - continua Peciola - abbiamo presentato e fatto approvare una mozione che impegna il presidente e la giunta a sostenere i lavoratori e le lavoratrici al fine di tutelare il loro posto di lavoro, il rispetto dei diritti e delle professionalità acquisite. E’ necessario fermare l’attuazione di questo piano industriale al fine di salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti di Teleperformance. Il sindaco Alemanno e la presidente della Regione Lazio Polverini intervengano immediatamente perché stiamo perdendo una risorsa fondamentale per l’economia del nostro territorio”, conclude.

Foto di Salvatore Contino

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