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Lo sciopero

Taxi, protesta confermata. E il Codici: "Comune non favorisce concorrenza"

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Sindacati spaccati: sette sigle confermano lo sciopero e undici ritirano l'adesione. La replica del Pdl: sconcertati dalle dichiarazioni dell'associazione. Mentre il Pd passa all'attacco: è una lotta di tutti contro tutti. 

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Nonostante il sindaco Alemanno abbia provato a fermare lo sciopero indetto da sette sigle sindacali (Unica Cgil, Fit Cisl, Ugl Taxi, Legacoop, Federtaxi Cisal, Mit Taxi, Utf Fiumicino), domani i taxi incroceranno le braccia. Di contro, le altre undici sigle sindacali hanno deciso di annullare lo sciopero e di aspettare la fine luglio, data in cui il Campidoglio dovrebbe proporre l’aumento delle tariffe.

E sullo sciopero dei taxi prende posizione l’associazione Codici: “rimane aperta una questione prioritaria, quella del numero unico – si legge in una nota - la cui trattazione all’interno del regolamento, insieme ad altri punti come la lotta all’abusivismo, non ha soddisfatto il Codici". “E’ stato uno dei motivi - dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici - che ha spinto l’associazione ad esprimersi negativamente all’approvazione del regolamento. Sul numero unico attendiamo delle risposte da parte dell’amministrazione, così come impostato è un palliativo, non migliora assolutamente il servizio offerto agli utenti né consente l’abbattimento dei costi”.

"Quello che era stato chiesto ai tavoli, infatti, era l’istituzione di un numero unico che fungesse da tramite tra utente e taxi più vicino, in modo da ridurre i tempi di attesa e i relativi costi. Non, come previsto attualmente, un numero che segnalasse semplicemente la presenza della colonnina più vicina al cittadino”. “Solo così – conclude il segretario nazionale - la chiamata al numero unico avrebbe garantito una maggiore apertura alla concorrenza e trasparenza perché sarebbe stato il Comune, non le sigle private, ad assegnare il taxi all’utente”. "Il Comune di Roma - conclude - ancora una volta, non vara misure in grado di favorire la concorrenza, fondamentali per dare un taglio ai costi, sostenuti sia dagli utenti del servizio sia dagli stessi tassisti".

Tante anche le reazioni politiche. "Rimaniamo sconcertati dalle nuove esternazioni dell'associazione Codici. Nelle tredici riunioni che l'assessore Aurigemma ha tenuto prima di presentare la delibera sul regolamento del trasporto pubblico non di linea Codici non aveva avanzato alcuna proposta sulla questione del numero unico di chiamata. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Rimaniamo in attesa che detta associazione formuli una proposta costruttiva anziché lasciarsi andare all'ennesimo attacco strumentale", si difende, Roberto Cantiani, presidente Pdl della Commissione mobilità di Roma Capitale.

Mentre il Pd passa all'attacco: “In tre anni, l’incapacità del sindaco e il rapporto anomalo instaurato con i 'capi corrente' del tassismo romano, che lo hanno sostenuto alle elezioni, sono riusciti a dividere la categoria, creando una lotta tutti contro tutti, legata più alla leadership dei vari capi popolo che ai problemi reali della categoria. Di fronte al ricatto costante dei capi bastone, Alemanno, anzichè prendere in mano la situazione, con decisioni chiare e ragionevoli, ha cercato di accontentare tutti i 'capi' che per distinguersi, avanzano sempre proposte diverse gli uni dagli altri”. Dice il consigliere comunale del Pd e membro della Commissione TrasportiAthos de Luca.

Dello stesso avviso il capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni: “Il nuovo provvedimento sul servizio pubblico non di linea non ci convince in primo luogo perché tende ad affidare una delega in bianco alla giunta sulle tariffe esautorando il ruolo specifico del consiglio comunale. Pertanto in materia di costi del servizio si dovrà pronunciare il consiglio comunale che nella propria autonomia e al di fuori delle pressioni esercitate da gruppi più o meno rappresentativi dovrà valutare le ripercussioni economiche per i cittadini le imprese e gli operatori". 

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