Sciopero generale, corteo in centro
Adesione fortissima del settore aereo
E' stato indetto da 7 sigle sindacali (Usb, Orsa, SlaiCobas, CibiUnicobas, Snater, SiCobas e Usi). Ad incrociare le braccia, per 24 ore, tutte le categorie pubbliche e private Partito il corteo da piazza della Repubblica. In piazza anche i vigili del fuoco No Tav: "Solidarietà agli arrestati", gli studenti: " Qui non ci sono sfigati". Lancio di uova e fumogeni all'assessorato alle politiche sociali. Per il trasporto aereo, comunicano i sindacati, "in alcuni settori l'adesione è stata addirittura del 100%". E i lavoratori che hanno scioperato dedicano la giornata ai colleghi di Argol di S. IANNÒ
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LA GUIDA ALLO SCIOPERO: Il trasporto pubblico locale
Contro il governo Monti e le politiche di austerity richieste dalle Europa. Così la giornata di oggi rischia di trasformarsi nel classico venerdì nero per lo sciopero generale indetto da 7 sigle sindacali (Usb, Orsa, SlaiCobas, CibiUnicobas, Snater, SiCobas e Usi). Una giornata in cui sono invitate a incrociare le braccia, per 24 ore, tutte le categorie pubbliche e private.
20.30 Con la ripresa alle ore 20 dello sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore la situazione a Roma è la seguente: Metro A: chiusa; Metro B: aperta con riduzione di corse; ferrovie urbane Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo chiuse. Per quanto riguarda bus, filobus e tram il servizio è ridotto e sono possibili cancellazioni di corse o di linee. Nessuna corsa è dunque garantita sino al termine del servizio.
17.00 E' iniziata alle 17 la seconda frazione della fascia di garanzia che consente a lavoratori, pendolari e studenti di utilizzare i mezzi pubblici di trasporto durante lo sciopero di 24 ore indetto dalle organizzazioni sindacali Orsa e Usb. Tutte le linee metroferroviarie e di superficie sono regolari.
Alle 20, con la ripresa dello sciopero e sino a fine servizio, saranno possibili disagi con riduzioni o sospensioni di corse sia di metropolitane, ferrovie urbane, bus, tram e filobus.
16.22 L'Agenzia per la Mobilità comunica che è del 32% l'adesione allo sciopero di 24 ore proclamato da Orsa e Usb, secondo quanto rilevato alle ore 15 dall'Azienda di trasporto pubblico di Roma, Atac SpA.
14.57 Si conclude la manifestazione che si è svolta a piazza san Giovanni e tutte le strade vengono riaperte. I bus hanno ripreso quindi i loro regolari percorsi, come ha comunicato l'Agenzia per la Mobilità.
12.45 La testa del corteo si appresta a raggiungere piazza San Giovanni, mentre la coda sfila ancora su via Manzoni. Alcuni manifestanti invitano le persone che sono ancora in casa a scendere in strada per unirsi alla protesta.
12.40 Attimi di tensione tra un fotografo e un manifestante che ha iniziato a inveire contro i giornalisti, definiti "servi di Marchionne e del sistema perche' colpevoli di non raccontare la tragedia degli operai"
12.30 Lancio di uova e fumogeni contro l'assessorato alle Politiche sociali di via Manzoni. Per i manifestanti, l'assessore Sveva Belviso è colpevole di aver distrutto i servizi per le fasce più deboli della città di Roma.
11.39 In piazza anche i lavoratori della Fiat di Pomigliano d'arco, che gridano: "Marchionne, Monti non vi faremo sconti".
11.37 I sindacati di base attaccano frontalmente Cgil, Cisl e Uil, organizzazioni colpevoli di non convocare in piazza i propri iscritti per dire no a un governo di tecnocrati. "E' un atteggiamento che mostra la connivenza con queste politiche di Camusso, Bonanni e Angeletti che si lamentano solo per non essere convocati dall'esecutivo dei professori, mentre non spendono una parola su queste manovre recessive", dicono i rappresentanti dei sindacati autonomi. Ma l'attacco è anche contro il servizio pubblico radiotelesivo che "per giorni ha tenuto nascosto lo sciopero generale, perche' l'informazione è in mano ai poteri forti che volevano boicottare questa grande giornata di lotta".
11.30 "Usa e getta" si definiscono così i lavoratori Lsu della scuola, che sono stati esternalizzati nel 2001 dagli enti locali. Una mossa avallata da Cgil, Cisl e Uil, in accordo con il Miur, con la promessa di stabilizzare gli addetti alla pulizie nelle scuole, accorpandoli al personale Ata. "Invece dopo 11 anni - spiega Gaetano Sciabbica, coordinatore regionale del lavoro privato dell'Usb - ci troviamo con 87 giorni di cassa integrazione e la riduzione dell'orario. "Se fossimo internalizzati - conclude Sciabbica - ci sarebbe un risparmio di 74milioni euro l'anno".
11.20 "Qui non ci sono sfigati", dicono alcuni ragazzi con un esplicito riferimento al viceministro del lavoro Michel Martone che, alcuni giorni fa partecipando al premio Leonardo, aveva apostrofato cosi' gli studenti che a 28 anni non hanno ancora raggiunto il traguardo della laurea. "Vorrei solo ricordare a Martone - afferma una ragazza - che non tutti sono amici delle persone che contano, come racconta la sua storia personale, e che qui ci sono persone che per studiare sono costrette a lavorare perche' i loro genitori sono in cassa integrazione".
11.09 I sindacati di base denunciano il rischio che la modifica dell'articolo 81 della Costituzione, che prevede il pareggio di bilancio, porti i governi a non riuscire più a finanziare i servizi fondamentali per una democrazia. Mentre i ragazzi si lasciano trascinare dalla note del Ballo di San Vito di Vinicio Capossela. Mentre in altri spezzoni del corteo si alza un solo slogan: "Monti te ne devi andare".
11.05 Anche i vigili del fuoco in piazza. Sono una decina e vengono da tutta Italia. Sventolano bandiere "No tav". Tra loro Giovanni da Alessandria. "Vogliamo esprimere la nostra solidarietà agli arrestati di ieri. Siamo contrari anche noi al progetto - dice - é una spesa inutile e dannosa, soprattutto in un momento di crisi. Siamo qui oggi anche per far sentire la nostra voce contro i tagli che mettono in ginocchio anche noi. Non siamo angeli, siamo anche noi dei lavoratori e con le misure previsto c'è un rischio molto alto per l'incolumità pubblica e nostra".
11.04 Il corteo ha raggiunto via Cavour e si è fermato davanti in piazza dell'Esquilino.
10.45 Alcuni manifestanti discutono sulle possibili alternative alle "politiche neoliberiste dell'Unione Europea". Tutti concordi sull'idea di non pagare il debito e di lasciare in mano al settore pubblico servizi come il trasporto e le scuole. I soldi per ripianare il bilancio in rosso dello Stato vanno recuperati grazie a una patrimoniale sulle ricchezze che superano gli 800mila euro, all'introduzione dell'Ici sugli immobili del Vaticano e al taglio delle spese militari, propongono alcuni di loro.
10.35 "E' la riforma più iniqua mai approvata", spiega un manifestante che distribuisce un volantino firmato dalla Federazione della sinistra del Lazio. "Non è equa - aggiunge - perché hanno colpito le pensioni, aumentato le accise sui carburanti e l'Iva". "Senza dimenticare - conclude - che banche e assicurazioni non sono state colpite dalle liberalizzazioni".
10.25 E' partito da piazza della Repubblica il corteo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore privato e del pubblico impiego, nonostante alcuni pullman, provenienti dal sud, siano rimasti bloccati all'ingresso di Roma. Intanto le forze dell'ordine si apprestano a chiudere le strade dove passerà il corteo per raggiungere San Giovanni.
10.15 "No debito, no Monti". Questo lo slogan degli organizzatori dello sciopero generale, che hanno allestito un banchetto per raccogliere le firme a una petizione contro quelli che definiscono i diktat dell'Europa. La richiesta è una: referendum abrogativo sul nuovo Trattato economico europeo, che prevede la riduzione del debito sotto la soglia del 60 per cento, e sulla modifica dell'articolo 81 della Costituzione che porta all'introduzione del pareggio di bilancio.
10.05 No al governo dei banchieri e ai diktat dell'Unione europea. Sono queste le parole d'ordine dei manifestanti che stanno raggiungendo piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo che raggiungerà San Giovanni. Lo sciopero generale, indetto da 7 sigle sindacali, e' "la prima mossa per difenderci dall'attacco a lavoro, salari e pensioni", spiega una ragazza. Nella piazza, mentre gli organizzatori della protesta preparano gli striscioni e distribuiscono i volantini, si diffondono le note di Caparezza.
MANOVRA - Una protesta totale convocata per dire no alla manovra dei “tecnici” che riduce il potere d’acquisto dei salari attraverso l’aumento di Iva, ticket sanitari e accise sulla benzina. Una giornata di mobilitazione che arriva dopo quelle dei taxi e dei tir, nelle ore in cui benzina e cibi deperibili iniziano a scarseggiare sugli scaffali dei negozi. L’obiettivo è quello di paralizzare Roma, per far conoscere a tutti gli effetti del decreto “salva Italia”, varato il mese scorso dall’esecutivo dei professori. Per i sindacati, queste iniziative tutelano solo gli interessi della grande finanza, scaricando i costi della crisi sulle spalle delle fasce più deboli. Ma il corteo, che attraverserà le strade della Capitale (partendo alle 9.30 da piazza della Repubblica per arrivare a San Giovanni), vuole dire no anche alle politiche del “piano Marchionne”, l’amministratore delegato della Fiat che delocalizza e cancella i contratti nazionali di lavoro.
TRASPORTI - I maggiori rischi, come sempre in questi casi, riguardano il trasporto pubblico locale. Saranno garantite due fasce di garanzia, la prima dall'inizio del servizio fino alle 8.30 e la seconda dalle 17 alle 20. Unica eccezione per Roma, con la fascia di garanzia estesa fino alle 9 per permettere ai manifestanti di raggiungere il concentramento del corteo. In totale saranno 31 le linee degli autobus deviate per consentire il passaggio della manifestazione. Fasce di garanzia previste anche per il trasporto ferroviario, per il resto della giornata il rischio è quello di non trovare treni sui binari. <così sul web parte il tam tam per trovare un’alternativa. La più in voga è il carpooling: più persone si organizzano, dandosi appuntamento nei parcheggi di scambio, per raggiungere insieme, e con una sola auto, il luogo di lavoro. Alternativa ecologica è la classica bicicletta, meteo permettendo. Intanto l'assessore Aurigemma fa sapere che "I varchi della Ztl diurna non saranno attivi. L’accesso alle zone del centro storico e di Trastevere sarà dunque libero, in modo da fluidificare il traffico e rendere più agevoli gli spostamenti in città".
LIBERALIZZAZIONI - A incrociare le braccia saranno anche gli assistenti di volo; i parafarmacisti, che contestano le liberalizzazioni perché non affrontano il nodo della gestione e vendita dei medicinali, e gli insegnanti e il personale non docente della scuola. Anche gli studenti in piazza per rivendicare i loro no al governo Monti: un esecutivo non eletto, che fa gli interessi delle banche e attenta alla dignità economica dei lavoratori.
I MIGRANTI - Alla manifestazione hanno aderito anche i migranti. Per loro, sfruttati e sottopagati, il nemico si chiama tassa di soggiorno: “Una tassa etnica che dimostra il razzismo istituzionale che è alla base di leggi e ordinanze”.
IL SILENZIO DEI MEDIA - Intanto piccolo giallo intorno alla diffusione di notizie sulle modalità dello sciopero. Per l’Unione sindacale di base (Usb), che ha chiesto l’intervento dell’Autorità per la garanzia nelle comunicazione (Agcom), la manifestazione di domani “è avvolta da una cappa di silenzio”. Un atteggiamento che viola la legge 146 del 1990, che prevede una chiara e tempestiva informazione di queste notizie da parte del servizio pubblico radiotelevisivo. Per il sindacato, la spiegazione è semplice: la protesta è invisa a chi sostiene il “grande manovratore Monti, impegnato a rispettare i dettami dell’Europa”.
IL TRASPORTO AEREO, GRANDISSIMA ADESIONE - Oggi c'è stato il primo sciopero generale regionale del trasporto aereo, e come dichiarano in una nota Alessandro Capitani, segretario generale FILT Cgil di Roma e del Lazio e Stefano Monticelli, segretario FILT Cgil di Roma e del Lazio, "L’adesione è stata altissima, in alcuni settori addirittura del 100%, come ad esempio nelle manutenzioni Alitalia, nelle officine Aeroporti di Roma, nei duty free completamente chiusi, ma anche nel carico e scarico bagagli delle aziende di handling come Flightcare e Aviapartner". Questa forte adesione, secondo Capitani e Monticelli, "ha confermato quanto i temi affrontati siano sentiti da tutti e di interesse generale. In sintesi, salvaguardia dell’occupazione, regole di sistema, ruolo destabilizzante di Alitalia e no alle esternalizzazioni e alla proliferazione delle cooperative". Perché "I lavoratori di Fiumicino e Ciampino sono convinti che senza regole questo settore è destinato al collasso, per questo chiedono che venga rinnovato in tempi brevi e certi il Contratto Collettivo di lavoro scaduto il 31 dicembre". In questa giornata di mobilitazione generale, i sindacati dedicano un pensiero poi "ai 75 colleghi di Argol che il 31 gennaio rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a causa di una scellerata decisione di Alitalia", ai quali idealmente "tutti i lavoratori che hanno aderito allo sciopero di oggi vorrebbero dedicare questa giornata".


