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Per un fisco più equo e giusto: le proposte della Cgil

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Dati sconfortanti per il Lazio che risulta essere la regione più tassata d’Italia e una di quelle a più alta diseguaglianza economica. Di Berardini (Cgil): “Serve maggiore equità: meno tasse sui redditi più bassi”.

Meno tasse sul reddito di pensionati e lavoratori e più sostegno a sociale, lavoro, formazione, cultura e imprese. Questa la strada maestra della Cgil Roma e Lazio per un fisco locale più equo. “Attualmente il Lazio è la regione più tassata d’Italia”, ha dichiarato in conferenza stampa il segretario Claudio Di Berardini, che ha specificato: “Se in Italia un cittadino paga in media 100 euro al mese di tasse comunali, provinciali e regionali, un cittadino del Lazio ne paga circa 150”. Una somma non indifferente che mensilmente sparisce dalle tasche dei romani e dei loro corregionali.

I dati presentati questa mattina al Centro Congressi Cavour non sono per niente confortanti. Al contrario definiscono il Lazio come “una realtà estremamente disomogenea”, caratterizzata da forti squilibri demografici e sociali, nonché da un’alta diseguaglianza economica. Basti sapere che il 10% degli occupati a Roma con il reddito più basso percepisce l’1,6% del totale dei redditi a fronte di un altro 10%, quello degli occupati con redditi più elevati, che invece sul totale ne possiede il 26%. Un dato che parla da sé, soprattutto se si pensa che possa coincidere con la quota di reddito posseduta dalla metà meno abbiente degli occupati e che si attesta al 26,8%. “Di fronte ad uno scenario simile – ha spiegato Di Berardini – occorre introdurre una maggiore equità, facendo pagare di più chi ha di più e facendo pagare di meno chi ha un reddito più basso”.

Al momento, però, a gravare sui cittadini sono proprio le spese tributarie e i pesanti tagli al sociale, alle politiche attive del lavoro, alla formazione, alla cultura e al sostegno alle imprese, che parlano chiaro. A Roma si passa dai 727 euro pro capite per imposte e tasse a ben 1.114 euro. L’Ici nel 2011 aumenta del 3,1%, mentre l’addizionale Irpef sale all’82,43%. Più in generale, nel Lazio, il fondo di sostegno alle famiglie per il mutuo della prima casa batte cassa con 9 milioni di euro in meno, passando da 10 a 1 milione. Senza contare che il contributo all’assistenza alloggiativa perde 6,39 punti percentuali (2011), che salgono al 20,69% se confrontati con il rendiconto del 2009. La situazione non cambia se si passa ad esaminare il contributo alle mense scolastiche ridotto dell’11,38%.

“Questa è la risposta alla crisi degli attuali governi di centrodestra nella Regione Lazio e nel Comune di Roma”, ha chiosato Di Berardini. Dunque, quali soluzioni? “Occorre innanzitutto agire per ridurre la pressione fiscale e tariffaria e sostenere al contempo le fasce di reddito più sofferenti”, ha chiarito il segretario Cgil Roma e Lazio. In concreto, il sindacato propone: la ripartizione progressiva delle addizionali Irpef (in modo da garantire il sostegno al reddito da lavoro dipendente e da pensione); il rimodulamento del sistema delle aliquote, tassando di più chi ha rendite finanziarie e grandi patrimoni;  l’esenzione dai ticket sanitari; l’agevolazione per l’accesso ai servizi per l’infanzia, mense scolastiche e centri estivi alle famiglie più disagiate. E ancora: sostegno all’affitto, contributi al trasporto pubblico locale, lotta all’evasione fiscale, riduzione dei costi della politica e razionalizzazione della spesa pubblica. Sui Municipi, penalizzati da una drastica riduzione della loro capacità di spesa, Di Berardini ha concluso: “C’è una grande e grave responsabilità da parte dell’amministrazione Alemanno che continua a non realizzare gli investimenti dovuti e che di fatto non permette alla politica del decentramento di decollare. Occorre dare una speranza alle famiglie, ai lavoratori, alle piccole imprese anche a partire dalla capacità dei Municipi di rafforzare la loro azione sul territorio”.

di Eleonora Farnisi

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