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29 giugno, "Chiudere i negozi, i commercianti hanno diritto alla festa"

Chiusura attività 02

L'appello viene lanciato da Mina Giannandrea, presidente di Federstrade-Confesercenti, secondo cui "il 29 giugno ha la stessa dignità del 25 dicembre" e "rimanere aperti anche per la festa dei patroni comporterebbe solo costi, specialmente per i piccoli commercianti, quelle che più di tutti risentono della crisi"

“Il 29 giugno a Roma per la festa di San Pietro e Paolo, patroni della città, si svolgeranno ricorrenze in tutte le chiese della Capitale. Sarà un giorno di vacanza sì, ma anche una festa religiosa che commercianti e commessi hanno il diritto di santificare, trascorrendola in famiglia, come tutti gli altri romani". L'appello lo lancia Mina Giannandrea, presidente di Federstrade-Confesercenti e vice presidente di Confesercenti Roma e Lazio, che dice che "le saracinesche dei negozi dovranno restare abbassate”.

IL 29 GIUGNO COME NATALE - “Il 29 giugno ha la stessa dignità del 25 dicembre. San Pietro e Paolo come Natale – spiega Giannandrea - Almeno in fatto di negozi, le feste religiose devono essere rispettate, sempre. Dunque, è normale chiudere i negozi anche il 29 giugno. Non è questione di imporre qualcosa ma è un invito al buon senso. I negozi a Roma sono rimasti chiusi anche il Primo Maggio, festa laica - insiste Giannandrea - quando su 70mila imprese hanno alzato le saracinesche 3mila attività del Tridente, ovvero il 5% del totale degli esercizi. A maggior ragione dovranno farlo venerdì 29 giugno. La domenica e i giorni di festa non si va a comprare, lo shopping possiamo farlo di sabato o di lunedì. Inoltre, in un momento come questo di contrazione delle spese, in cui i negozi fatturano di meno, rimanere aperti anche per la festa dei patroni comporterebbe solo costi, specialmente per i piccoli commercianti, quelle che più di tutti risentono della crisi, già in ginocchio per i consumi al palo e la pressione fiscale”.

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