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I corsi

La Nave del Valle, teatro
occupato che si fa scuola

valle nave scuola

Approfondiamo uno dei fiori all'occhiello di questa occupazione: la sperimentazione di un nuovo modello formativo; e diamo un'anticipazione, alla Nave Scuola si prepara un corso di editoria a cura dei tipi di minimum fax

LA TAPPA 90 giorni di occupazione, che direzione per il Valle?

Al teatro Valle occupato, sopratutto, si sta creando una scuola. In primo luogo s'insegna la resistenza allo stato d'illegalità e d'ignoranza in cui il Governo ci ha costretto; questo grazie alla costruzione di dibattiti con esperti di economia, gestione della cosa pubblica, diritto, nel corso di assemblee aperte e partecipate. In secondo luogo, si permette, stimola, e quindi insegna, l'esercizio del pensiero; naturale, forse, che il discorso sul futuro riparta da uno spazio senza tempo come il teatro e insieme da uno spazio totalmente immerso nel contemporaneo come il Valle occupato. In terzo luogo, si sta creando una vera e propria scuola in cui scambiarsi esperienze e competenze che ruotano dentro e intorno alla produzione culturale. Gli occupanti – sempre più autodefiniti “custodi” – del Valle promuovono un’idea di formazione “viva e in divenire, la trasmissione di un sapere incarnato, di un’osmosi tra le discipline”. “Cosa non ci piace della formazione, come è concepita oggi? – spiega Ylenia in assemblea – Il fatto che è elitaria, chiusa e poco umana, c'è poca trasmissione emotiva del sapere”. Per ora danno “voce alla molteplicità”, ma il futuro che intravedono gli occupanti è di laboratori e lezioni di alta formazione... anche per non fare concorrenza alla scuole esistenti.

La Nave Scuola del Valle occupato ha aperto i battenti l'8 agosto e da allora ci son stati già diversi momenti formativi di alto livello: il corso introduttivo per tecnici di palcoscenico, il laboratorio attoriale tenuto da Teatrino Clandestino, il seminario di Fabrizio Gifuni sulla lingua di Gadda, il laboratorio di fotografia di scena di Francesco Carbone, la scrittura teatrale secondo Fausto Paravidino e il laboratorio d'improvvisazione di Paolo Rossi. Grande afflusso di pubblico, un pubblico vario, in parte nel ruolo di uditore. Perché uno dei punti cardine di questa occupazione è ridare il teatro ai cittadini, a tutti i cittadini. E aprire il teatro significa anche mostrarne le viscere, perché il teatro è soprattutto questo, lavoro artigianale. E come ogni lavoro artigianale è affascinante osservarne la pratica.

E per settembre è in arrivo anche un corso di editoria a cura di minimum fax, per la precisione il 22, 23 e 28 (gli orari verranno pubblicati a giorni sul sito Teatrovalleoccupato.it ). Come al solito a offerta libera, e a beneficio del progetto occupazione. La nascita dell'idea è presto raccontata: a partire dal progetto del teatro Valle occupato di creare un centro di drammaturgia contemporanea, si tratta di dare valore al percorso che un testo fa per arrivare alla sua forma definitiva, il lavoro artigianale che sta dietro. Un mini-laboratorio (aperto a tutti, anche semplici uditori) di tre incontri. Nel primo Marco Cassini, fondatore delle case editrici minimum fax e Sur, illustrerà le caratteristiche del lavoro editoriale e parlerà di come aprire una casa editrice: dalla costruzione di una linea editoriale alla gestione commerciale. Negli altri due incontri Nicola Lagioia e Christian Raimo (editor e scrittori) illustreranno i fondamenti del lavoro di editor – dalla lettura dei manoscritti al lavoro sul testo, dal rapporto con autori, consulenti, promotori culturali, agenti letterari all’organizzazione interna di una casa editrice sulla base della linea editoriale. I partecipanti si cimenteranno nell'editing di un romanzo inedito e discuteranno le loro proposte direttamente con l’autrice.

Molti altri progetti formativi sono in programmazione, come il laboratorio “La voce naturale” con Alessandro Fabrizi, basato sul metodo Linklater (già esaurito, rimangono i posti da uditori). Non avete che tenervi aggiornati – quotidianamente, perché a volte il preavviso è di pochi giorni – sul sito dell'occupazione. Buono studio a tutti

Francesca Santarelli

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