San Lorenzo 'rivive' gli anni di piombo
Al locale Margot lo scrittore Luca Moretti e il fumettista Toni Bruno, attraverso un riuscito mix di parole e immagini, sono tornati sul fenomeno
Pensieri, schizzi a matita che eludono gli steccati della carta per mescolarsi alla realtà e piombo fumante fuso in scrittura creativa. Al civico 13 di via dei Volsci, tra i ritrovi della San Lorenzo politicamente e socialmente impegnata, il locale Margot ha ospitato venerdì 27 maggio l’evento Bipolar Disorder: immagini, suoni e parole per raccontare tutto ciò che, agli estremi di destra e sinistra, hanno significato gli anni della lotta armata a Roma.
Artefici dell’alchimia lo scrittore Luca Moretti e il fumettista Toni Bruno, che hanno messo in discussione i rispettivi ultimi lavori: il romanzo Il senso del piombo (Alberto Castelvecchi Editore, 2011, versione cartacea e audiobook) e Per un fascio di rose (Terranullius & Mondo Bizzarro Gallery, 2011). Il risultato si è materializzato in un susseguirsi di esperienze ora quiete ora incalzanti, tra letture, riflessioni, accelerazioni sonore, con sullo sfondo la sequenza di tavole intitolata Armamentario privato (dell’azione), firmata da Toni Bruno quasi ad accompagnare verso il fondo della questione l’opera di Moretti.
E così si è tornato a parlare di Giusva Fioravanti, il militante neofascista a capo dei Nar, i Nuclei Armati Rivoluzionari figli del quartiere Trieste di Roma, che tra il ’77 e l’’81 si macchiarono di 33 omicidi e delle 85 morti causate dalla Strage di Bologna del 2 agosto 1980. Ne Il senso del piombo Fioravanti e tutto ciò che è stato vittima e padrone di quelle “bombe nere”, raggiungono una obiettiva interpretazione, lontana dalla fuorviante mitizzazione attuata dai circuiti della destra romana. “Si tratta di un noir – spiega Luca Moretti – che narra delle vicende dei Nar, dal rogo di Primavalle sino agli ultimi tentativi del gruppo di portare alle estreme conseguenze una nuova forma di ribellismo, che però a mio modo di vedere si è espressa secondo un mal riuscito processo di imitazione delle tecniche e delle metodologie proprie delle Brigate Rosse”.
Oltre gli spazi grigi della storia, il filo che lega i due autori si afferra nella volontà comune di affrontare e ricostruire dal lato opposto verità a cui l’estrema destra non si è dimostrata in grado di arrivare. “Sia io che Luca – afferma al proposito Toni Bruno – per ripristinare a dovere le storie che hanno visto protagonisti i neofascisti, in quegli anni come oggi, abbiamo dovuto immedesimarci nei loro panni scomodi. Un passaggio necessario per raccontare come sono andate veramente le cose”. Nel suo fumetto, Per un fascio di rose, pur spostando l’ambientazione al 150esimo anniversario dell’unità nazionale, Toni Bruno descrive il lancio verso la morte di Luca Nespola, militante di Forza Nuova che negli attimi della caduta ripercorre gli errori della propria vita prima dello scontro, definitivo e paradossale, sull’auto rossa del signor Carmine, ex partigiano in pensione e inquilino del suo palazzo.
A San Lorenzo, dunque, la scrittura e il fumetto hanno avuto modo di esprimersi in maniera indipendente, ponendosi come strumento utile per reggere con coscienza il confronto con la politica, cogliere da angolature ragionate i mutamenti del territorio e guardare con piglio critico a ciò che è stato il passato, compresi gli ancora irrisolti anni di piombo romani. “Mi viene chiesto continuamente – conclude Moretti – come ho fatto a scrivere di cose che non ho nemmeno vissuto. La risposta, in realtà, è molto semplice. Oggi conosco i verdetti di processi eterni, come quello per la strage di Bologna. Solo oggi possiamo risalire queste montagne di carta. È come quando ti provochi una ferita: ci vuole tempo per renderti conto del dolore che provi”.


