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Isabella Ragonese, "stella emergente" in Germania: un talento senza età

Isabella Ragonese

Laureata precaria e innamorata gay nell'Ottocento, madre di periferia e protagonista della commedia, l'eclettica attrice trentenne palermitana è stata eletta dalla Berlinale tra le 10 Shooting Star europee del 2012. "Noi italiani ci buttiamo sempre giù, e proprio per questo essere ricercati all'estero vale tantissimo", ci ha detto. A maggio sarà al teatro Argentina con La commedia di Orlando DI MICHELA GRECO

BERLINO - Proprio nel giorno in cui era chiamata a rappresentare il suo paese insieme a nove colleghi europei nella ribalta internazionale della Berlinale, la nostra Isabella Ragonese è stata colpita da una forte influenza, che l'ha fatta scappare dalla conferenza stampa. Ma la sua Shooting Star non si è oscurata, perché la trentenne attrice palermitana esplosa al cinema solo quattro anni fa con Tutta la vita davanti di Paolo Virzì - dopo un ruolo nel bellissimo Nuovomondo di Emanuele Crialese -  si impone con la forza delle sue interpretazioni. Da laureata costretta al call center con il regista toscano alle comiche di Aldo, Giovanni e Giacomo ne Il cosmo sul comò, dalla storia di amore gay con Valeria Solarino in Viola di mare all'autoriale e malinconico Dieci inverni con Michele Riondino, fino a Il giorno in più con Fabio Volo, la Ragonese ha dimostrato talento ed ecletticità. Ora, però si è allontanata dal grande schermo e si è presa un periodo sul palcoscenico, dove è in scena fino a maggio (quando sarà al Teatro Argentina di Roma) con La commedia di Orlando tratta da Virginia Woolf.

L'ITALIA FINALMENTE FAMOSA, NON SOLO PER FATTI DI CRONACA - "Noi italiani ci buttiamo sempre giù, e proprio per questo essere ricercati all'estero vale tantissimo - commenta l'attrice, felicissima di essere tra le stelle emergenti scelte dai tedeschi - E sono contenta di far conoscere l'Italia all'estero, che di solito è nota solo per fatti di cronaca poco qualificanti". Per lei, che comunque con i suoi film è stata al Festival di Cannes (La nostra vita di Daniele Luchetti) e due anni fa proprio alla Berlinale (con Due vite per caso di Alessandro Aronadio), è la prima vera ribalta internazionale. "Ho iniziato solo pochi anni fa e sono subita chiamata in diversi altri film italiani, finora non avevo mai pensato di lavorare all'estero, non era tra i miei obiettivi, ma questo potrebbe essere un trampolino di lancio", ci dice.

GLI ITALIANI? DIVERSAMENTE GIOVANI - Lei, che ha attraverstato molti generi, non si sente stretta nei limitati ruoli femminili italiani, perché "le cose stanno cambiando - dice - Io poi non posso lamentarmi, ho fatto sempre cose diverse, dai film in costume, alle commedie, ai film d'autore, con personaggi laureati o semplici, di periferia". Però non poteva non notare come, tra gli attori europei emergenti presentati a Berlino, lei fosse tra le più "mature": "La differenza di età salta all'occhio, ma è sempre stato così. Il punto è che in Italia c'è una concezione diversa, e non è un problema del nostro cinema, ma della nostra mentalità in generale. C'è qualcuno che ha anche 10 anni meno di me. Dietro c'è una riflessione, ma non specifica sul cinema, quanto sulla nostra mentalità. A teatro ho fatto un monologo con Will Eno, che ha poco più di 40 anni ed ha già ricevuto dei premi alla carriera. Da noi invece a 40 sei considerato un "giovane regista". E' ironico, in questo senso, il titolo del mio primo film: Tutta la vita davanti". Per rivederla sul grande schermo, ora, bisognerà aspettare un po', perché ultimamente si è dedicata molto al palcoscenico, dove sarà in scena fino a maggio con un testo tratto da Virginia Woolf.

Michela Greco

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