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I gladiatori romani in 3D, da Cannes alla conquista del mondo

locandina "Not Born to Be Gladiators"
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Dagli studi romani di via della Bufalotta alla Croisette. La Rainbow lavora a un film d'animazione ambientato nell'antica Roma dal budget di 40 milioni di dollari. In uscita negli Usa e in Italia a marzo 2012. Intanto gli italiani del festival gongolano per l'ottima accoglienza.

CANNES – A Cannes si presentano al mondo da un appartamento affittato in piena Croisette, dove incontrano giornalisti e concludono trattative di mercato. Ma il loro viaggio è cominciato dagli studi romani di via della Bufalotta, dove circa 200 animatori e modellatori digitali stanno realizzando un film dalle grandi ambizioni. Un viaggio che si concluderà negli Stati Uniti, dove Not Born to Be Gladiators arriverà in più di 2.000 sale, con una settimana di anticipo rispetto all'uscita in Italia. I protagonisti di questa avventura sono quelli della Rainbow, la società fondata nel 1995 da Iginio Straffi come produzione televisiva di serie animate e arrivata a produrre film per il cinema come Winx Club, passione di tantissime teenager. Ora puntano ancora più in alto, con un'opera in computer grafica 3D (che sbarcherà nelle sale anche in versione stereoscopica) che racconta del giovane orfano Timo. Un ragazzo scampato all'eruzione di Pompei e affidato al generale Chirone, fondatore della Gladiator's Academy of Rome; peccato che lui, pigro e imbolsito, non abbia nessun interesse a combattere tra tigri e leoni. Finché non si innamorerà di Lucilla, promessa a Cassio, nipote dell'imperatore e miglior gladiatore di Roma. E a quel punto, naturalmente, scatterà la competizione.

 In nemmeno una settimana di Festival, Not Born to Be Gladiators ha spopolato tra i compratori internazionali del Marché ed è stato venduto a ben venti paesi stranieri. Solo sulla base di un trailer, perché il film è ancora in fase di realizzazione e sarà finito presumibilmente a ottobre. «Saremo nelle sale americane a marzo 2012 – dice Andrea Graciotti, Head Feature Film della Rainbow – Questo è il primo vero esame della nostra società: ci proponiamo al mondo cinematografico con uno dei progetti più ambiziosi mai pensati da una casa di produzione indipendente europea. E intanto a Roma sta per aprire il parco Rainbow Magic Land, che contiene anche alcune attrazioni legate al film».

Scritto dallo sceneggiatore hollywoodiano di Ice Age 2Michael J. Wilson pensando soprattutto ai bambini dagli 8 ai 14 anni, il progetto di Not Born to Be Gladiators va avanti da ben 5 anni, nel corso dei quali, nella “bottega romana” di via della Bufalina, sono stati creati i circa 160 personaggi che saranno protagonisti della storia. «Per le voci di quelli più importanti stiamo pensando a grandi attori americani per l'uscita in Usa, e non mancheranno famosi personaggi romani per la versione nazionale - dice Graciotti – Ancora è presto per fare i nomi, ma stiamo lavorando a un casting di grande livello». Di grande livello dovrà essere anche la ricostruzione animata della Roma antica, se è vero che il budget della pellicola si aggira intorno ai 40 milioni di dollari, e che questa storia tra il comico e l'epico su un eroe improbabile alla ricerca dell'amore si concluderà con un maestoso torneo tra gladiatori nel Colosseo. Vedremo quale sarà il risultato, ma intanto la Rainbow, con fiduciosa lungimiranza, sta già lavorando al sequel.

Intanto a Cannes i due film italiani già sottoposti al giudizio di critica e mercato stanno facendo faville: Habemus Papam di Nanni Moretti è stato venduto in 36 paesi, tra cui Germania, Giappone, Australia, Argentina, Scandinavia, Polonia, Israele, Spagna e Francia, che sarà il primo a portarlo in sala il 7 settembre. E il sorprendente esordio alla regia di Alice Rohrwacher con Corpo celeste sta incantando i giornalisti stranieri – «È un film duro ma in qualche modo sognante, un debutto impressionante», dice Screen International - e stuzzicando l'appetito dei distributori internazionali.

Michela Greco

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