Resta nelle mani della Luiss il prestigioso complesso monumentale
Sulla villa storica sulla via Nomentana destinata a verde pubblico, oggi in stato di abbandono, c'è un nuovo progetto: una Business school
Villa Blanc non sarà acquisita al patrimonio comunale di Roma Capitale. Questa la triste notizia che lascia i cittadini con l’amaro in bocca e con cui svanisce l’ultimo tentativo di impedire alla Luiss l’uso privato del prestigioso complesso monumentale destinato a verde pubblico e oggi in stato di abbandono. “Siamo a un nuovo giro di boa”, ha affermato il consigliere del III Municipio, Giovanni Provenzano (Pdl). A lui il difficile compito di dire ai cittadini come stanno le cose. All’assemblea che si è tenuta ieri pomeriggio, nell’aula magna della scuola Winckelmann, c’era anche il presidente della commissione cultura in Campidoglio, Federico Mollicone, al quale i cittadini hanno espresso disappunto e preoccupazione.
Villa Blanc, il parco pubblico ma della Luiss
È un paradosso quello che tiene col fiato sul collo i cittadini che da anni attendono di poter utilizzare lo storico giardino sottoposto a vincolo ambientale e paesaggistico dal ‘53 e più tardi riconosciuto come “verde pubblico” (‘74). Il complesso è un’area di pregio di circa cinque ettari che ha il suo ingresso principale in via Nomentana 216. Diversi sono stati i tentativi di lottizzazione dell’area, prontamente fatti cadere nel vuoto dall’azione congiunta di associazioni, comitati e singoli cittadini. Il penultimo atto di questa vicenda si è avuto nel ‘97, quando l’Università Luiss ha acquistato per 6,5 miliardi di vecchie lire l’intero complesso per trasferirvi la Facoltà di Economia. Il progetto, che riservava a uso verde pubblico solo una piccola parte del parco, fallisce nel 2002, anno in cui nel Prg viene riconfermata la destinazione d’uso pubblica della Villa. Intanto, la Luiss avvia una nuova trattativa con il Comune per scambiare Villa Blanc con un terreno comunale in zona Bufalotta. Qui l’Università avrebbe voluto riunire le sue facoltà in un unico campus. Ma nel 2008 il IV municipio si oppone e l’accordo decade. Oggi, invece, l’intento di realizzare all’interno della Villa la nuova Business school della Luiss.
Il tentativo svanito di acquisire Villa Blanc al patrimonio comunale
Lo aveva chiesto il III Municipio per bocca del minisindaco Marcucci (Pd) al Sindaco Alemanno, per evitare che l’uso pubblico del parco fosse messo di nuovo in discussione. Ma la richiesta non può essere accolta. “Al momento attuale, - si legge nella missiva di Alemanno a Marcucci - esigenze connesse agli equilibri di bilancio non consentono di procedere all’acquisizione di Villa Blanc al patrimonio comunale”. Dunque, mancano i fondi. Lo conferma, senza glissare, in assemblea, il consigliere Mollicone che per controbilanciare precisa come “l’amministrazione ha a cuore la valorizzazione delle aree verdi perché la considera uno dei suoi obiettivi principali”. “Ferma restando la volontà dell’amministrazione di rendere il parco fruibile alla cittadinanza, - specifica - chiederemo alla Luiss di mettere in pratica un modello gestionale di sussidiarietà dell’area”. Dunque gestione privata ma uso pubblico. Eppure l’ipotesi risolutiva non convince i cittadini che rimangono delusi.
“Persa l’ultima opportunità di salvaguardare un immenso patrimonio artistico e ambientale"
Non sono per niente contenti i cittadini che hanno sempre guardato al parco da lontano. “Abbiamo sperato – ha chiosato Adolfo Rinaldi del comitato Villa Blanc – che l’attuale amministrazione potesse salvare quello che le ex amministrazioni non sono riuscite a fare, ma evidentemente sbagliavamo”. “Per quanto tempo ancora Villa Blanc rimarrà chiusa al pubblico?” e “che garanzie ci dà la Luiss sulla fruizione pubblica del parco?”. Sono gli interrogativi posti dai cittadini agli amministratori. Ma la questione più urgente sul tavolo, adesso, è un’altra e riguarda proprio l’unico cavillo che finora ha permesso ai cittadini di mandare a monte qualsiasi ipotesi di lottizzazione: il vincolo a “verde pubblico”. Questo, se non riconfermato nel Prg, cancellerebbe definitivamente il sogno dei cittadini di poter liberamente accedere a Villa Blanc.



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