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Il caso

Umberto I, sospesi due coordinatori
del Pronto soccorso

Umberto I 02

Si tratta del direttore generale, Claudio Modini, e del coordinatore dell'area medica, Giuliano Bertezzoni. Ora la Regione deve provvedere alla sostituzione. Sul caso della paziente legata per cinque giorni a una barella la Procura ha aperto un'indagine. Gli ispettori inviati dal ministero: "Il contenimento degli arti superiori è avvenuto previa richiesta ai familiari". Oggi una nuova denuncia in un video scock: una signora, cardiopatica, è stata lasciata per tre giorni su una sedia, presumibilmente con una malattia infettiva (IL VIDEO). In Regione due ore di vertice per fare il punto sulla situazione. Fials contro la sospensione dei medici: "Sciopero bianco"

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Il direttore generale del Policlinico Umberto I, Antonio Capparelli, ha disposto un provvedimento di sospensione dalle funzioni per 90 giorni del direttore generale del Dea (Dipartimento emergenza e accettazione), Claudio Modini, e del coordinatore dell'area medica Dea, Giuliano Bertezzoni. E' quanto riferisce una nota della Regione Lazio. Il provvedimento sarà trasmesso per quanto di competenza al rettore dell'Università La Sapienza, Luigi Frati. Con questo provvedimento si procederà alla nomina per 90 giorni di un dirigente medico responsabile di struttura complessa dipendente del Servizio Sanitario regionale con funzioni di coordinatore del Dea del Policlinico Umberto I.

La sospensione dei due coordinatori Dea arriva dopo un altro caso di malasanità. Dopo la donna legata a una barella per cinque giorni. Un'anziana donna, cardiopatica si è  trovata per tre giorni su una sedia del Pronto soccorso. "E’ arrivato questa mattina alla redazione di 'spazioconsumatori.tv' un video choc (...). Le immagini e le dichiarazioni sono di un’anziana donna, cardiopatica e con una possibile malattia infettiva".

FIALS: SCIOPERO BIANCO CONTRO LA SOSPENSIONE - "La sospensione dei due dirigenti medici del Policlinico Umberto I, Bertazzoni e Modini, non restituisce i tagli dei posti letto all’ospedale, non risolve la carenza strutturale dei reparti accorpati e non accorcia le attese al Pronto soccorso prima di essere visitati e all’occorrenza ricoverati". Lo dichiara in una nota il segretario regionale di Fials Confsal Gianni Romano. "Piuttosto è la direzione generale del nosocomio che ha la responsabilità diretta di agire in tal senso e provvedere ad adeguare la struttura alle necessità dei singoli reparti. Promuoviamo quindi - aggiunge Romano - lo stato di agitazione permanente fino allo sciopero bianco del personale in servizio presso l’ospedale per contrastare la sospensione di 90 giorni lavorativi dei due professionisti. La gogna cui sono stati sottoposti lascia totalmente inalterato il problema organizzativo del Policlinico. Lo sa sia il manager, Antonio Capparelli, che decide di sospendere i lavoratori piuttosto che sospendersi se non addirittura dimettersi dal ruolo che ricopre visto che le carenze strutturali dell’ospedale le conosce gran bene contando che per oltre 10 anni è stato il titolare dell’avvocatura, sia il presidente Polverini che non ha certo la bacchetta magica per ricreare i posti letto eliminati".
"Ricordiamoci bene che i medici, gli infermieri e i tecnici sono i primi assieme ai malati a subire le carenze organizzative e strutturali. Gli operatori sanitari del nosocomio universitario negli anni hanno sempre dato prova di grande professionalità e di essere in grado di lavorare a ritmi serrati anche in situazioni paradossalmente critiche. E’ per questo che – conclude Romano – chiediamo di rimettere in servizio i due professionisti e accelerare sul programma di messa a norma dell’Umberto I perché l’ora delle sole chiacchiere è finita da un pezzo".

IL RACCONTO - La donna racconta di essere arrivata in ospedale domenica mattina e da allora è tuttora in attesa di essere ricoverata. Secondo il Codici la signora è stata presumibilmente contagiata dopo avere accompagnato, mesi fa in ospedale un senza fissa dimora infetto. “La presenza di una donna infetta, se la vicenda dovesse essere confermata, rappresenterebbe un grave rischio per i malati in attesa al Pronto Soccorso, con una salute cagionevole e con il sistema immunitario già debilitato. Si faccia pertanto piena luce sulla veridicità dei fatti raccontati nel video dalla donna e sulle eventuali responsabilità", commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.

LA DONNA IN COMA - Sul caso della donna legata a una barella in coma al Pronto soccorso interviene il professor Claudio Modini, responsabile del Dea del Policlinico: “La paziente non è mai stata in coma - smentisce - si trovava in stato confusionale a causa del trauma subito. E’ stata legata perché soggetta a crisi epilettiche. Il figlio della donna era stato informato ed aveva dato il consenso”.

GLI ISPETTORI - Intanto, gli ispettori inviati dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, al pronto soccorso del Policlinico hanno acquisito la documentazione clinica relativa alla paziente. Il rapporto è stato consegnato nel tardo pomeriggio al ministro della Salute. "La paziente - si legge in una nota del ministero -  è giunta al Pronto soccorso, inviata dall’ambulatorio di neurologia, con codice giallo, ma dopo circa due ore è stato modificato in codice rosso. Sono stati effettuati diversi esami e controlli. Il contenimento degli arti superiori è avvenuto previa richiesta ai familiari, così come le tre trasfusioni, con il consenso del marito. Il contenimento è stato preferito alla sedazione che avrebbe reso impossibile la valutazione delle condizioni cliniche”.

REGIONE - Circa due ore di vertice in regione, per fare il punto circa la situazione dei pronto soccorso della Capitale, alla luce delle polemiche che hanno investito in questi giorni le strutture romane. A convocare l'incontro, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Tra i presenti i direttori generali degli ospedali sede di Dea tra cui: Antonio Capparelli, Umberto I, Aldo Morrone San Camillo, Rosalba Buttiglieri facente funzione Asl RmD, Antonio De Santis Ares 118, Vittorio Bonavita direttore Asl RmB per il Pertini, Gianluigi Bracciale del San Giovanni Addolorata, Enrico Bollero del Policlinico Tor Vergata, Paola Corradi del Sant'Andrea, Domenico Alessio del San Filippo Neri, Camillo Riccioni della Asl RmA. Nel corso della riunione è stato disposto un provvedimento di sospensione dalle funzioni per 90 giorni del Dg del Dai, dipartimento emergenza e accettazione, Prof. Claudio Modini, e del coordinatore dell'area medica Dea, Prof. Giuliano Bertezzoni.

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