Uccide donna e tenta di scioglierla nell'acido, fermato fidanzato nipote
Era "guidato dalle voci", avrebbe detto l'autore dell'omicidio commesso lo scorso 8 giugno da un giovane imprenditore di 23 anni. Ad inchiodarlo le telecamere nell'appartamento dell'anziana donna. I dettagli del fermo. Il questore Tagliente: "Episodio estraneo alle logiche della criminalità"
Era il giorno del suo compleanno, e si è presentato all’ingresso dell’appartamento della 75enne con un pacco. Dentro pero' non c'era un regalo, ma una tanica che probabilmente conteneva dell'acido, parte del maldestro piano che aveva architettato per inscenare il suicidio della donna settantacinquenne. Non ha avuto grosse difficoltà a farsi aprire: la vittima era la nonna della fidanzata. Sembra farsi avanti l'ipotesi di un gesto di follia dietro l'omicidio di Laura D'Argenio. A dare un volto all’autore dell’omicidio sono state le immagini dell’impianto di videosorveglianza che la 75enne aveva fatto installare nell’abitazione. A dare un nome a S.S., 23enne, sono stati invece gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Roma, che nel corso delle ore successive hanno ricostruito il quadro indiziario a suo carico fino a chiudere il cerchio delle indagini con la sua identificazione. Il giovane avrebbe detto di esser stato "guidato dalle voci" e pare che abbia tentato di sciogliere l'anziana nell'acido A firmare il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato il dr. Andrea Mosca sostituto procuratore della Repubblica di Roma, coordinata dal Procuratore Capo Giovanni Ferrara.
I dettagli del fermo sono stati spiegati negli uffici della Procura della Repubblica, assieme al pm Andrea Mosca. A quanto riferito dagli inquirenti per fermare il giovane è stato fondamentale l'ausilio del sistema di videosorveglianza installato in casa della donna. Le immagini mostrano la vittima mentre apre la porta al suo assassino, lui le sferra subito un pugno che la fa cadere in terra. L'anziana morirà in conseguenza dei traumi interni riportati a seguito della caduta. "Io sentivo le voci, con le tecnologie di oggi e' possibile manovrare la mente umana" alcune delle parole che il giovane avrebbe pronunciato durante l'interrogatorio. Il ragazzo avrebbe fatto riferimento anche farneticato in merito ad un microchip posizionato nella sua testa. E' dopo aver colpito l'anziana che S.S. ha dato vita al suo maldestro tentativo di far passare il decesso come un suicidio. Il giovane ha trascinato il corpo della donna nella vasca da bagno, le ha messo un filo attorno al collo come fosse un cappio. Poi le ha versato addosso dell'acido, coprendosi il volto con un mefisto. Quindi, ha aperto il gas, cercando anche di appiccare un incendio nell'appartamento. Mezzora esatta di tempo per entrare, compiere il massacro della donna ed uscire dall'appartamento. Tutto sotto gli occhi del sistema di videosorveglianza installato nell'appartamento.
Sembra che, a quanto riferito dagli inquirenti, il giorno prima del decesso la donna si fosse recata in uno studio legale per informarsi su come fare ad intestare la nuda proprietà dell'appartamento da una persona al momento ancora non individuata. Ora il giovane e' in stato di fermo, con l'accusa di omicidio aggravato da futili motivi. La fidanzata, in stato di shock dopo il decesso della nonna, verrà ascoltata nei prossimi giorni dagli inquirenti.
“Un episodio estraneo alle logiche della criminalità che è stato possibile risolvere ancora una volta grazie alla perfetta sintonia che nella Capitale contraddistingue i rapporti tra gli investigatori e la Procura della Repubblica”. Così, in una nota, il questore di Roma Francesco Tagliente ha voluto esprimere tutto il suo apprezzamento agli uomini della Squadra Mobile e della Procura della Repubblica per il risultato investigativo.
"Con la stessa determinazione gli investigatori stanno lavorando anche sugli altri casi registrati nella Capitale nelle ultime settimane - continua la nota - sui quali non sembrano al momento emergere elementi di connessione".


