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Legalità

Trasparenza negli enti locali
Nasce la "Carta di Pisa"

carta di pisa

Redatta dall'associazione Avviso pubblico. È stata presentata oggi pomeriggio presso la sala stampa della Camera dei deputati ed è  già a disposizione degli amministratori locali che vogliano attuarla sul proprio territorio di competenza

Nasce la “Carta di Pisa”, codice etico per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali. Redatta dall'associazione Avviso pubblico, coordinata dal Prof Alberto Vannucci  con la collaborazione di Francesco Forgione, ex Presidente della commissione parlamentare antimafia. È stata presentata oggi pomeriggio presso la sala stampa della Camera dei deputati ed è  già a disposizione degli amministratori locali che vogliano attuarla sul proprio territorio di competenza.

AVVISO PUBBLICO - “Siamo partiti dalla convinzione che in questo momento viviamo in totale assenza di controllo, dove c'è concreta necessità di salvaguardare la legalità all'interno degli enti locali – spiega Andrea Campinoti, presidente di Avviso pubblico, all'apertura della conferenza stampa – è impensabile pensare che la lotta alla mafia debba essere solo nelle mani della magistratura e delle forze dell'ordine, serve quindi una regolamentazione ed una rieducazione di come affrontare il problema partendo proprio dal basso. Quindi abbiamo deciso di fornire noi lo strumento necessario agli amministratori locali di tutto il territorio italiano”.

Lotta alla corruzione e all'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni locali, ma anche la possibilità per tutti gli amministratori onesti, che spesso mettono a repentaglio la propria sicurezza a servizio del bene collettivo, di potersi distaccare ufficialmente dalla “parte corrotta” della politica italiana.

LA SITUAZIONE ATTUALE - I costi dell'illegalità sono diventati ormai insostenibili, dove la mafia, la corruzione e l'evasione fiscale, sottraggono ai cittadini italiani più di 300 miliardi all'anno. Dal 1991 ad oggi sono stati formulati duecento decreti di scioglimento di comuni per infiltrazione mafiosa, con inchieste giudiziarie pendenti sulla testa di amministratori locali e politici nazionali. La mancanza di legislazione nazionale e la tardiva attuazione di quella internazionale – come quella di Strasburgo contro la corruzione – sono le ragioni per cui Avviso pubblico, rete nazionale degli enti locali per la formazione civile contro le mafie, alla quale già aderiscono circa duecento amministrazioni, ha pensato e proposto questo codice etico dove trasparenza e legalità all'interno delle amministrazioni locali fanno da pilastri portanti. “Importante, perchè riempe le lacune presenti oggi nella legislazione del nostro paese” spiega Bernardo Mattarella, giurista.

LA CARTA DI PISA - Questo codice etico – che può essere adottato con un atto del Sindaco o del Presidente di Regione o Provincia, con delibera di giunta o consiglio, ma anche da un singolo consigliere – fornisce alcune precise indicazioni, attraverso due tipologie di disposizione: regole con divieto di condotte a rischio – ricevere regali per un importo di massimo 100 euro l'anno, limite di cumulo mandati, presenza di conflitto di interessi, clientelismo – e regole di buon governo - tra i diverso articoli del codice troviamo la trasparenza dell'attività politica, rendicontazione a disposizione dei cittadini del territorio, confronto democratico, restrizioni successive all'incarico per   cinque anni dalla scadere del mandato.

La scelta di adottare tale codice, in mano all'amministratore locale, determina una autolimitazione che prevede comunque delle sanzioni in caso di inadempimento. L' associazione Avviso pubblico, attraverso il proprio sito, predisporrà un elenco dove saranno visibili tutti gli enti che scelgono di adottare tale codice e, di conseguenza, anche chi preferisce non “subire” tali restrizioni. Ogni amministratore potrà scaricarla direttamente dal sito dell'associazione e renderla operativa sul proprio territorio. “Tutti i partiti politici dovrebbero inserirla all'interno dei propri programmi elettorali a partire dalle prossime elezioni amministrative – dice Forgione, ex presidente commissione parlamentare antimafia – il problema delle organizzazione mafiose è molto forte e ormai ramificato dal nord al sud del paese, sarebbe un atto di assunzione di responsabilità e legalità. Una dimostrazione concreta ai cittadini, attraverso la quale poter limitare la sfiducia ormai dilagante nei confronti della politica”.

Veronica Moreno

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