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L'omicidio

Tor Vergata, arrestato l'uomo che uccise Massimiliano Cicolani

conferenza carabinieri

I carabinieri hanno fermato un 28enne di origine albanese, ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto il 3 maggio scorso ai danni del 38enne romano morto il mese dopo. Il movente: una lite per un debito di qualche migliaia di euro

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I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno arrestato per delitto un 28enne di origine albanese, ritenuto responsabile di avere partecipato al pestaggio avvenuto la sera del 3 maggio scorso nella periferia est della Capitale che provocò la morte di Massimiliano Cicolani, 38enne romano.
Dopo l'aggressione, avvenuta in via di Tor Vergata, l'uomo fu derubato del giubbino, del cellulare e del portafoglio e fu lasciato riverso per terra in stato confusionale; successivamente soccorso e trasportato in ambulanza al vicino Policlinico, è morto il 17 giugno 2011 a causa delle lesioni riportate. I carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci, successivamente delegati
alle indagini, hanno identificato uno degli autori dell'aggressione che è stato arrestato in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Roma. L'uomo è indagato del reato di omicidio aggravato in concorso e si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

Il movente. Una violenta lite per un debito di qualche migliaia di euro. Sarebbe questo il movente dell'omicidio di Massimiliano Cicolani, il 38enne romano morto al Policlinico Tor Vegata a metà giugno dopo circa un mese dal pestaggio avvenuto lo scorso 3 maggio in via Tor Vergata. A quanto accertato dai carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal tenente colonnello Lorenzo Sabatino, la vittima aveva fatto in passato da prestanome ai suoi aggressori. I militari hanno fermato uno dei responsabili del pestaggio, un albanese 28enne irregolare, al termine di un lungo inseguimento, durato circa due ore, anche sulle sponde del Tevere. Le indagini sono scattate poco dopo l'aggressione, nonostante la vittima evesse raccontato di essere stata coinvolta in un incidente stradale. Il suo racconto non coincideva con le testimonianze raccolte dai carabinieri da cui è emerso che l'uomo era stato picchiato, anche con una spranga, da almeno cinque giovani. I militari, sulla base di intercettazioni telefoniche, sono risaliti all'arrestato che lavorava in nero come buttafuori in una discoteca alla Magliana frequentata da albanesi. I carabinieri hanno fatto irruzione ieri pomeriggio nel locale e dopo un rocambolesco inseguimento, durante il quale l'albanese si è tuffato nel fiume e nascosto in vari condomini per far perdere le sue tracce, l'uomo è stato arrestato. A finire in manette anche un paraguaiano che era nella stessa discoteca, perchè trovato con 17 ovuli di cocaina liquida nello stomaco. Proseguono le indagini dei carabinieri per risalire agli altri componenti del branco.

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