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Tor Vergata, al via il nuovo anno
e gli universitari pagano la crisi

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Alla Facoltà umanistica del secondo ateneo romano mancano i fondi per bandire i molti contratti di insegnamento necessari a caratterizzare l'offerta formativa. E i contratti a titolo gratuito, quelli che da forse troppo tempo avevano contribuito a sostenere lo svolgimento della regolare attività didattica, sono bloccati dal nuovo statuto dell'Ateneo di M.D.R.

Sembrava tutto pronto per l'inizio dell'anno accademico, e invece, nel primo giorno di lezione, non sono mancate sorprese per i nuovi immatricolati dell'Università di Tor Vergata, Facoltà di Lettere e Filosofia. I quali, presentatisi alle porte delle aule indicate nell'orario delle lezioni per il primo semestre del 2011/2012, le hanno trovate vuote. Il motivo? Alla Facoltà umanistica del secondo ateneo romano mancano i fondi per bandire i molti contratti di insegnamento necessari a caratterizzare l'offerta formativa. E i contratti a titolo gratuito, quelli che da forse troppo tempo avevano contribuito a sostenere lo svolgimento della regolare attività didattica, sono bloccati dal nuovo statuto dell'Ateneo, che prevede per essi un tetto da molti giudicato assurdamente basso: 10 unità per Facoltà. Che moltiplicate per le sei dell'Università Tor Vergata, fanno 60 contratti gratuiti, una cifra che a malapena sarebbe in grado di coprire la domanda della sola Lettere e Filosofia.

In questo contesto, ieri, i professori del Corso di Laurea Magistrale in "Scienze dell'Informazione, della Comunicazione e dell'Editoria" hanno indetto un Consiglio straordinario, aperto alla partecipazione degli iscritti, in cui hanno pubblicamente illustrato la situazione in cui versa la Facoltà, rassicurando gli studenti sulla partenza di alcuni tra i moduli di insegnamento "in bilico", e denunciando allo stesso tempo le precarie condizioni in cui versa l'università pubblica, e in particolare il secondo Ateneo di Roma.

I docenti presenti, illustrando apertamente le scelte operate per garantire parte dell'offerta didattica del proprio corso, hanno sottolineato come una presa di posizione delle autorità accademiche sia ormai necessaria, al fine di garantire la sopravvivenza degli insegnamenti a Tor Vergata, in termini di qualità e quantità. "Non possiamo lasciare che interi corsi di laurea, la cui offerta era per altro già stata programmata prima dell'estate, scompaiano perché è impossibile pagare chi tiene i corsi", hanno affermato a chiare lettere i docenti "tanto più che alcuni di questi corsi rappresentano esperienze didattiche consolidate, all'avanguardia, e fortemente orientate alla professionalizzazione e alla ricerca". A queste considerazioni, si sono aggiunte le voci dei ricercatori, dei dottorandi e degli studenti, che hanno messo sul tavolo le proprie singole esperienze di "malauniversità" nel Campus di Tor Vergata, dal taglio dei fondi alle biblioteche a quella parte della seconda rata chiesta "in acconto" insieme alla prima.

M.D.R.

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