Sei in: Home - Cronaca - Tor Vergata, Pronto soccorso usato come reparto
Sanità

Tor Vergata, Pronto soccorso
usato come reparto

Tvg pronto soccorso

La denuncia si staglia sull’onda delle polemiche levatesi dopo lo scandalo del San Camillo, punta dell’iceberg di un sistema, quello delle strutture sanitarie romane, sempre più in affanno. Tagli al personale, strutture carenti e apparecchiature spesso insufficienti. Montino (Pd): “Qui bisogna sbloccare la situazione, dobbiamo farlo rapidamente, anche prendendo un provvedimento straordinario. La responsabile di questa questione è, in primo luogo, la presidente della Regione Renata Polverini"
SAN CAMILLO PAZIENTI CURATI PER TERRA. POLVERINI: "SI STA DIFFAMANDO LA STRUTTURA"
OSTIA, SIT-IN E RACCOLTA FIRME AL GRASSI: "NO AI PRIVATI". E MANCA IL PERSONALE DI M. G. STELLA
CTO GARBATELLA Rodano (Idv): "Smantellata cardiologia"
 L'EMERGENZA San Camillo, pronto soccorso al collasso
 LA DENUNCIA Fabia Mater, "Così si uccide la Sanità"
 OSTIA Casa del parto, manco le ostetriche: si allunga la lista d'attesa
IL MENSILE Codice Rosso, un'inchiesta sulla Sanità a Roma e nel Lazio

Una situazione imbarazzante. Poco da aggiungere dopo il blitz che, nel pomeriggio di oggi, ha toccato il pronto soccorso del Policlinico di Tor Vergata. Un breve giro tra i corridoi nell’orario visite, tanto quanto basta per constatare con mano l’entità della malasanità capitolina. “Questo che abbiamo visto oggi – dichiara Esterino Montino, capogruppo Pd alla Regione Lazio – è un vero ospedale da campo. Un ospedale militare durante una guerra. All’interno non si riesce neanche a passare: barelle attaccate l’un l’altra, persone anziane e meno anziane accatastate con patologie diverse, un generale problema di controllo ambientale”.

La denuncia si staglia sull’onda delle polemiche levatesi dopo lo scandalo del San Camillo, punta dell’iceberg di un sistema, quello delle strutture sanitarie romane, sempre più in affanno. Tagli al personale, strutture carenti e apparecchiature spesso insufficienti sono i principali artefici di uno scenario raccapricciante.

“Qui bisogna sbloccare la situazione – prosegue Montino – dobbiamo farlo rapidamente, anche prendendo un provvedimento straordinario. La responsabile di questa questione è, in primo luogo, la presidente della Regione Renata Polverini, in quanto commissario alla sanità. Forse non si rende ancora conto della situazione, e la inviterei a farsi un giro per questi corridoi. Bisogna capire che non è possibile tutto ciò. Soprattutto in quei quattro-cinque ospedali caldi che abbiamo, dobbiamo prendere provvedimenti provvisori atti ad aumentare la dotazione di medici, infermieri e inservienti. Noi ci stiamo impegnando in quest’opera di denuncia circostanziata, senza forzare nulla, fotografando le situazioni così come ora sono”.

IN 70 AMMUCCHIATI IN UN’ALA DI POCHI METRI - E sono fotografie orribili: quasi settanta persone ammucchiate in un’ala di pochi metri quadri, spesso sbattuti da una stanza all’altra in attesa di una sistemazione meno provvisoria, in condizioni igieniche "discutibili", incastrati nei corridoi fino l’impossibile, ai limiti della civiltà. “Si ricorda degli anni ottanta? - racconta un uomo bloccato da una settimana tra una stanza e un corridoio, lui e la sua barella precaria – Si ricorda quando furono stanziati migliaia di miliardi per questo Policlinico? Ecco, questo è il risultato”.

“Mio padre – dice uno dei tanti parenti disperati e infuriati – ha fatto la guerra, ha lavorato quarant’anni in un’acciaieria, nessuno gli ha mai regalato niente. Questa deve essere la sua fine? Che le paghiamo a fare le tasse? Per questo?”. Poco da rispondere a chi vede svanire i propri cari in questo stato, a una vecchia signora che ti prende per mano in preda alla disperazione, a chi lavora cercando di dare il massimo nonostante tutto. Anche perché le risposte, loro, se le aspettano da chi veramente può cambiare qualcosa.

Davide Ceccarelli

Social networks