Sei in: Home - Cronaca - Scritte neonaziste contro i comitati "No alla tangenziale"
Cecchignola

Scritte neonaziste contro
i comitati "No alla tangenziale"

valle cecchignola

Gli insulti sono comparsi in via Zanetta nella notte tra sabato e domenica. Questa mattina, secondo quanto riferito dal municipio XII, sarebbero state cancellate. De Luca (Pd): "Alemanno incontri i cittadini e condanni il vile atto". Italia Nostra: "L'opera distruggerebbe per sempre lo straordinario ambiente naturale e paesaggistico della valle"

Svastiche e minacce sono apparse nella notte tra sabato e domenica in via Zanetta a Cecchignola sud. I messaggi, di chiara matrice neonazista, sarebbero rivolte ai comitati che in questi giorni si stanno opponendo alla tangenziale. Oggi, come fanno sapere i consiglieri Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio del municipio XII, le scritte sono state rimosse. "Presenteremo un ordine del giorno sull'accaduto giovedì", comunicano i consiglieri in una nota

"Esprimo la piena solidarietà mia e del gruppo del Pd. - Ha dichiarato il consigliere di Roma Capitale Athos De Luca - Ma la solidarietà non può essere la sola e possibile risposta a quanto avvenuto, occorre un segno concreto, un’azione civile che renda visibile a tutti la condanna di quanto avvenuto. Auspichiamo pertanto, che il sindaco Alemanno incontri i comitati e le associazioni della Cecchignola per condannare il vile atto e per manifestare la vicinanza dell’Amministrazione a quei cittadini colpevoli di battersi per difendere la qualità della vita del proprio quartiere”. 

Alla condanna del Partito democratico si unisce Sel, che definisce le scritte "Un gesto vigliacco contro cittadini che da mesi si battono in modo pacifico e civile contro un progetto sulla valle della Cecchignola che reputano devastante. - dice Giancarlo Torricelli, coordinatore Sel Area Metropolitana di Roma. - A loro va tutta la solidarietà mia e di Sinistra Ecologia Libertà dell’Area Metropolitana di Roma. Episodi come questo non sono da sottovalutare, al contrario il sindaco Alemanno intervenga immediatamente e incontri i cittadini vittime di queste ignobile intimidazione per dare loro ascolto, legittimazione e vicinanza."

Grande disapprovazione arriva anche dalla Comunità ebraica di Roma: ""Nessun contenzioso o nessuna contrapposizione ideologica possono giustificare l'utilizzo di un così macabro riferimento al drammatico sterminio di bambini, donne e uomini avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale - si legge nel comunicato - Auspichiamo di non vedere mai più scritte così oltraggiose sui muri delle nostra città e che la cittadinanza intera assieme alle istituzioni si ribellino a questi seri
rigurgiti di neonazismo che non solo in Italia ma anche nel resto d'Europa si stanno riaffacciando pericolosamente e stanno minando la stabilità delle democrazie e per questo chiediamo una mobilitazione delle coscienze collettive".

Mentre Italia Nostra ribadisce il suo "no" alla tangenziale "un’opera che, oltre a rendere sempre più critica la qualità della vita dei quartieri attraversati, - dichiara in una nota l'associazione - distruggerebbe per sempre lo straordinario ambiente naturale e paesaggistico della Valle della Cecchignola, unico corridoio ecologico esistente in quel comprensorio tanto importante che il Prof. Adriano La Regina, quando era presidente del Parco dell’Appia Antica, propose di inserire nel perimetro del parco regionale. I comitati e le associazioni, attaccati oggi con scritte ignobili che inneggiano ancora ai tempi dell’olocausto, non dicono solo 'no' alla tangenziale, ma hanno proposto al Sindaco e all’Assessore all’Urbanistica Corsini ben due soluzioni che insieme potrebbero risolvere il problema della mobilità in quel settore senza distruggere l’ambiente. Fino ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta." E prosegue: "Italia Nostra continua a denunciare (senza avere alcun segnale positivo) l’assenza a Roma del diritto dei cittadini di potere partecipare con le loro proposte ai progetti in itinere. Tale diritto è riconosciuto da anni negli altri paesi europei e in alcune città italiane che hanno istituito veri e propri tavoli fornendo tutte le informazioni e ragionando insieme alle forze sociali sulle eventuali opposizioni prima d’iniziare l’iter dei progetti. Roma non vuole rispettare questo diritto e si colloca tra le capitali europee meno democratiche. Anche questo determina l’arroganza di chi nella nostra città continua a dare segnali preoccupanti di violenza".

Social networks