Santa Lucia, operatori in protesta davanti alla Regione
Il personale sanitario e i parenti dei pazienti assistiti nella struttura hanno rimosso il blocco in via Cristoforo Colombo. La circolazione è stata riaperta. I manifestanti: "Andremo avanti a oltranza". La Polverini: "Più di quello che ho fatto non posso fare"
Un gruppo di operatori del personale sanitario dell'ospedale Santa Lucia si è incatenato davanti all'ingresso della sede della giunta regionale, in via Rosa Raimondi Garibaldi. Oggi infatti, all'interno dell'edificio, si svolgerà un tavolo tecnico tra i rappresentanti della struttura sanitaria e quelli della Regione Lazio. I manifestanti promettono di "andare avanti ad oltranza", fino a che non avranno ottenuto "risposte certe sulla stabilità occupazionale e sul numero dei posti letto". Molti dei manifestanti indossano dei cartelli tra cui 'sciopero della fame' o 'Polverini bugiarda'. Tra i manifestanti ci sono anche alcune persone su una sedia a rotelle, si sono posizionati davanti alla fila di persone incatenate. "Anche le madri di alcuni disabili volevano incatenarsi con noi operatori, non lo abbiamo trovato dignitoso", urla una dimostrante dal megafono. Poi parte un disco con le parole pronunciate dalla governatrice sul Santa Lucia durante la campagna elettorale.
Il gruppo di manifestanti si è prima incatenato di fronte all'ingresso della sede della giunta regionale, quando la vigilanza privata della Regione Lazio ha chiesto loro di spostarsi da lì, circa 100 persone hanno deciso di occupare la via bloccando il traffico.
Dopo aver occupato la strada, il corteo si è diretto verso la Cristoforo Colombo. Guidano la manifestazione cinque persone in carrozzina. Dietro di loro uno striscione con la scritta "Polverini appena eletta ti sei levata la maglietta", in riferimento al fatto che la governatrice, durante la campagna elettorale, visitando la struttura aveva indossato una maglietta con la scritta "Salviamo l'Ospedale Santa Lucia". Un mezzo blindato della polizia accompagna il corteo.
Gli operatori del Santa Lucia hanno occupato due corsie di via Cristoforo Colombo, all'altezza della sede della Regione Lazio, in direzione mare. Pochi gli uomini delle forze dell'ordine ad accompagnare il corteo non autorizzato, il traffico non è stato bloccato e le automobili sono a ridosso dei manifestanti. Il corteo si è fermato di fronte alla sede della giunta, i manifestanti stanno urlando cori come "buffoni" e "bugiardi".
Qualche diverbio tra i manifestanti Lucia e gli automobilisti rimasti bloccati su via Cristoforo Colombo, nelle due carreggiate in direzione mare. Gli automobilisti chiedono di "poter andare a lavoro". I manifestanti, partiti con un corteo non autorizzato da via Rosa Raimondi Garibaldi, si sono attestati di fronte all'ingresso della Regione Lazio su via Colombo, bloccando la strada. Colte di sorpresa, in un primo momento le forze dell'ordine non sono riuscite per tempo a canalizzare il traffico su altre vie. Ora, chi viene dal centro viene dirottato su via Raimondi Garibaldi. I manifestanti sostengono di "non volersi spostare" e di voler "manifestare ad oltranza". Alle 15 infatti è in agenda un incontro tra i rappresentanti della Regione Lazio e quelli dell'ospedale Santa Lucia. I manifestanti chiedono garanzie "sul futuro della nostra struttura".
Gli operatori del nosocomio romano hanno rimosso il blocco stradale delle due corsie occupate di via Cristoforo Colombo, che è stata riaperta alla circolazione. Il personale sanitario e i parenti dei pazienti assistiti nella struttura sono ripartiti in corteo, si fermeranno nuovamente di fronte all'ingresso della sede della giunta regionale in via Rosa Raimondi Garibaldi. I manifestanti stanno scandendo slogan e qualche insulto contro la presidente Renata Polverini. Alcuni dei manifestanti sono ancora incatenati tra di loro.
"Più di fare ciò che ho fatto non posso fare. Le offerte fatte rientrano dentro le disposizioni normative e legislative nazionali e regionali. Il Santa Lucia ha chiesto un'ispezione per la verifica dei parametri, aspettiamo i risultati del collegio". E' quanto ha detto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini tornando a parlare della vicenda del Santa Lucia che proprio oggi ha registrato un'altra forma di protesta sotto la sede della Giunta. Polverini che ha parlato a margine della sua visita alla clinica Ville Betania ha poi affermato, dettando i tempi per cercare una risoluzione della crisi: "Incontreró personalmente Fazio e poi lo inviterò a vedere, insieme a me, i rappresentanti della struttura d'eccellenza che però, come tutte, deve rispondere a criteri di legge".
“Pieno sostegno a quanti stanno manifestando sotto la Giunta regionale in difesa dell’ospedale Santa Lucia, chiedendo mantenimento dei posti letto e salvaguardia occupazionale. Lavoratori e pazienti, uniti anche questa volta, per evitare che venga scritta l’ennesima brutta pagina della politica sanitaria regionale. L’istituto Santa Lucia, come ha più volte ribadito la stessa presidente Polverini, è un polo di eccellenza nazionale; garantisce oltre 1000 prestazioni sanitarie al giorno, di cui 200 rivolte ai bambini; grazie ad un lavoro fortemente basato sulla ricerca, offre trattamenti riabilitativi all’avanguardia e di altissima qualità. Insomma, un punto di riferimento per i pazienti e per le loro famiglie, una magnifica realtà che rischierebbe di scomparire a causa dei tagli al personale e ai posti letto. Noi crediamo che, al contrario di quanto affermato dalla governatrice, la Regione possa e debba fare di più per tutelare il futuro di centinaia di lavoratori e il diritto costituzionale alla salute di migliaia di malati”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, i consiglieri della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile.
"Esprimo la mia più sentita solidarietà ai pazienti e ai dipendenti della Fondazione Santa Lucia. La loro catena di protesta è anche un gesto di coraggio, quello che finora è mancato alle istituzioni preposte a non mortificare un centro di ricerca d'eccellenza riconosciuta a livello internazionale, a mantenere i livelli occupazionali e i posti letto. Occorre riconoscere la specificità del lavoro scientifico e assistenziale sulla riabilitazione che viene svolta da anni dall’istituto, dove si studia anche ciò di cui soffriva la povera Eluana Englaro. Il tutto, in nome del valore della vita. Perché il S. Lucia si prende cura di tante 'Eluane' che hanno bisogno di assistenza e calore umano”. Lo afferma in una nota Paola Binetti, deputata dell'Udc.


