Rifiuti, la battaglia di Malagrotta continua
Comitati e cittadini si sono ritrovati sotto la Regione per continuare la battaglia sulla questione della discarica
Come preannunciato nel corso della manifestazione dello scorso 31 maggio, ieri mattina Comitati e cittadini si sono dati nuovamente appuntamento alla sede della Regione di via della Pisana per continuare la battaglia sulla questione Malagrotta. A circolare è stato un cauto ottimismo derivato dal trapelare dei primi nomi di siti alternativi a Monti dell’Ortaccio e Testa di Cane, ma la volontà rimane quella di mantenersi uniti e vigili fino a quando non vi saranno certezze e fatti a testimonianza di una effettiva vittoria in merito. Angelo Vastola dell’Associazione Autorecupero Urbano Piana del Sole, ha conferma gli intenti della mobilitazione: "L’ipotesi Monti dell’Ortaccio è insostenibile: ci sono abitazioni a 60 metri dalla discarica in un quartiere, tra l’altro, in via d’espansione" . Trai presenti c'era anche il presidente Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale ed i presidenti dei Municipi XV e XVI Fabio Bellini e Gianni Paris. Fermo l’intervento di quest’ultimo che ha sottolineato l’importanza del Consiglio in corso durante la diornata di ieri alla Regione. "Bisogna ribadire un netto “no” all’allargamento di Malagrotta e puntare ad un tempestivo risanamento delle zone interessate -ha commentato Paris - Io sono con voi in questa battaglia, come presidente di Municipio e come abitante del vostro stesso territorio". Solidale con i tanti cittadini esasperati dai cattivi odori provenienti dalla discarica anche il consigliere regionale dei Radicali Rocco Berardo: "Malagrotta è un monumento all’incapacità di governo, e le continue proroghe richieste ne sono ulteriore conferma». Il Pd ha presentato al Consiglio una mozione per scongiurare definitivamente l’ipotesi Monti dell’Ortaccio e procedere con la chiusura di Malagrotta e la riqualificazione richiesta. L’idea è quella di individuare un sito alternativo a tempo limitato, 3-4 anni, per procedere intanto alla messa a punto di un differente metodo di smaltimento di rifiuti e potenziamento della differenziata, uniche vere soluzioni al problema.
La decisione definitiva è attesa per il prossimo 29 giugno.
Ferma posizione espressa dai Comitati: se la risoluzione individuata non si rivelerà positiva per queste zone, le proteste sin qui composte e civili si faranno ben più dure.


