Precari a Montecitorio, le voci dalla piazza
Il coordinamento dei precari: "Non dobbiamo mollare, noi docenti continueremo a staffetta lo sciopero della fame”
Prima lanci di uova e bombe carta verso la Camera dei deputati mentre Berlusconi teneva il suo discorso in aula per ottenere la fiducia, poi un corteo spontaneo che si è mosso per le vie del centro bloccando per una buona mezzora il traffico su Corso Vittorio Emanuele, passando davanti al ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta. Ha risposto così oggi l’esercito dei precari al Governo.
Al ritorno in piazza Montecitorio ci sono stati vari interventi da parte delle realtà che stanno animando la protesta da giorni, come Giuliana del coordinamento precari scuola che ha detto “non dobbiamo lasciare la piazza, noi docenti precari continueremo a staffetta lo sciopero della fame”. In piazza anche gli studenti universitari e tra loro Giorgio Sestili di Atenei in rivolta, che ha proposto di mettere in atto lo sciopero precario e lo sciopero metropolitano “bloccando i luoghi di produzione per mandare in tilt l’economia contro le ingiuste politiche del Governo, cercando anche di bloccare l’attività in quei luoghi dove vengono sfruttati i precari che non hanno diritto di sciopero come ad esempio i call center e i centri commerciali”; insieme a lui Christian dei Punti San Precario ribadisce “se i lavoratori precari si fermano, si ferma il Paese, per questo dobbiamo organizzarci e attuare lo sciopero precario, sarebbe un segnale molto forte”.
Tra i precari ci sono anche gli interinali dell’Inps, come Daniele Saladino che ricorda l’appuntamento de 27 giugno davanti al ministero dell’Economia, “dove ci sarà un sit-in contro il ministro Tremonti che, lo scorso marzo ci promise con una risoluzione la riassunzione all’INPS e invece ci sono ancora, oltre a me, 1200 persone disoccupate”.
Interviene poi anche un’altra docente, Maria Grazia Achilli, con due lauree al conservatorio e due specializzazioni, eppure precaria da 30 anni “l’ex ministro della Pubblica Istruzione Moratti ha messo in strada migliaia di docenti come me, favorendo quelli che non hanno vinto il concorso e che per di più lavoravano già nelle scuole private. Così abbiamo fatto ricorso in ventimila e lei ci rispose mandandoci una lettera e ricusando il nostro ricorso”. Maria Grazia ha un figlio piccolo che va a scuola e che le dice spesso “mamma ma che ci vado a fare a scuola dato che, spesso, abbiamo ore di buco e non facciamo lezione”, questo perché mancano gli insegnanti.
In piazza in questi giorni di presidio s’incontrano tantissime persone che vivono la stessa drammatica situazione di precarietà, con una famiglia da mantenere e senza la possibilità di fornire certezze ai propri figli. Intanto oggi pomeriggio, durante la votazione della fiducia è prevista un’assemblea pubblica con i vari movimenti in lotta.


