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Il caso

No Tav, scontri alla stazione di Torino. Un'attivista romana: "Polizia in antisommossa, cariche a freddo"

E' successo intorno alle 20, quando molti manifestanti di ritorno dalla Val di Susa volevano salire sui treni per Milano e per Genova, "ma si sono trovati davanti una barriera di celerini che hanno iniziato a manganellare senza un apparente motivo", ha detto Stefania, salita da Roma per manifestare

Fumogeni, bombe sonore, scudi e manganelli, e poi una carica. E' successo alla stazione torinese di Porta Nuova, dove un gruppo di romani che era a Torino di ritorno dalla manifestazione No Tav, che si è svolta del tutto pacificamente, intorno alle 20 ha assistito a scene da incubo. "Si è formato un grande gruppo al binario 20 della stazione - ci ha detto Stefania, manifestante di 46 anni - dove le persone che dovevano salire sul treno per Milano si sono trovate davanti una barriera di celerini in tenuta antisommossa. Non facevano passare nessuno, dicendo che non poteva salire chi non aveva il biglietto, ma molti lo avevano e non potevano passare comunque. I manifestanti si sono messi a cantare qualche slogan, tipo ' Liberi tutti', senza insulti né provocazioni, qualcuno si è avvicinato ai poliziotti per chiedere spiegazioni, ma questi hanno iniziato a caricare all'improvviso e manganellare. Abbiamo visto un ragazzo per terra con la testa spaccata".

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Stefania racconta che la stessa barriera di poliziotti in tenuta antisommossa si era formata anche sul binario 10, dove c'era il treno in partenza per Genova, ma molte meno persone. "Ho fatto tante manifestazioni - ci ha detto Stefania - sono stata anche a Genova, ma ho visto una cosa allucinante stasera, perché c'erano solo persone che volevano prendere il treno, tranquille. Gente di tutte le età con il biglietto del treno in mano".

Michela Greco

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