Nel Lazio un reato ambientale su 10
8,5 illegalità al giorno, 3.124 infrazioni nel 2010, il 10,1% del totale nazionale. Crescono i reati legati al ciclo dei rifiuti, stabilmente elevati i numeri dei reati per il ciclo del cemento e aumentano quelli degli incendi boschivi. La fotografia del Lazio scattata del dossier di Legambiente
8,5 illegalità al giorno, 3.124 infrazioni nel 2010, il 10,1% del totale nazionale. Crescono in modo preoccupante i reati legati al ciclo dei rifiuti, rimangono stabilmente elevati i numeri dei reati per il ciclo del cemento e aumentano quelli degli incendi boschivi, mentre calano le infrazioni legate alle illegalità in campo faunistico e all'arte rubata.
E' questa la fotografia che emerge dal Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, che quest'anno vede il Lazio scendere di tre posizioni rispetto all'anno precedente, tornando al quinto posto che già aveva nel 2008 dal secondo posto dello scorso anno, appena sotto al podio nella triste classifica nazionale delle ecomafie, elaborata sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine.
Un esempio eclatante per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti è quello della Valle del Sacco. L'11 marzo 2005 nella Valle sono stati sequestrati partite di latte contenente beta-esaclorociclo-esano (β-HCH), un prodotto di sintesi del Lindano (fitofarmaco bandito nel 2001 perché potenzialmente nocivo per la salute umana e animale e al- tamente inquinante) e lo stop alla commercializzazione del bestiame proveniente da più di quaranta aziende di nove comuni della Valle del Sacco, nelle province di Roma e Frosinone. Per questi reati il pubblico ministero Luigi Paoletti, del tribunale di Velletri, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti degli imputati per il disastro ambientale perpetrato ai danni della Valle del Sacco. Si tratta del direttore dello stabilimento della Centrale del latte di Roma, del direttore dello stabilimento industriale della Caffaro Srl di Colleferro, del legale rappresentante del consorzio CSC di Colleferro e del responsabile tecnico del consorzio medesimo, accusati nelle rispettive qualità e in cooperazione tra loro di aver messo in ginocchio una delle aree più belle e più importanti (dal punto di vista ambientale ed eco- nomico) di tutta la regione.
Sul ciclo del cemento sono emblematici i dati forniti dalla Regione Lazio: dal 2004 al 2009 sono stati perpetrati 41.588 abusi edilizi, con una media di 20 al giorno. Il 22% di questi si concentra nei 23 comuni costieri della regione, in aree vincolate paesaggisticamente, dove un immobile vale sul mercato in media il 30% in più rispetto a edifici costruiti in aree di minor pregio ambientale.
La provincia di Latina è la più colpita dall’illegalità nel settore edilizio e subisce anche una forte pressione della criminalità organizzata mafiosa, soprattutto di origine campana. Particolarmente esposti i comuni all’interno del Parco nazionale del Circeo, Sabaudia e San Felice Circeo.
Ma una buona notizia non manca. Parliamo delle 12 demolizioni dei manufatti abusivi realizzati all’interno del Parco nazionale del Circeo.
Altri numeri del Rapporto riguardano le persone denunciate, che si dimezzano da 2.248 a 1.197, diminuiscono anche i sequestri che quest'anno sono stati 751 a fronte dei 919 del 2009 e vedono un drastico crollo anche le persone arrestate, 5 contro le 30 dell'anno prima, mentre diminuiscono di poco i reati (da 3.469 a 3.124, meno 345). Colpiscono le 231 infrazioni accertate in provincia di Roma per reati che riguardano i rifiuti, che portano questo territorio al terzo posto della classifica delle province in Italia per questi fenomeni, mentre sono seriamente preoccupanti le 264 infrazioni nella provincia di Latina nel ciclo del cemento che la portano al quarto posto in Italia e le 246 nella provincia di Roma che la fanno piazzare quinta in Italia".


