Movimenti per la casa, occupato ex deposito Atac
I manifestanti hanno sottolineato come l’occupazione di oggi “si inserisca nel quadro delle mobilitazioni dei precari indignati che da oggi torneranno a Montecitorio per chiedere le dimissioni del governo Berlusconi”. Per il consigliere provinciale Gianluca Peciola (Sel) e per il presidente del municipio XI Andrea Catarci: "Bisogna avviare un processo partecipativo". A Catarci risponde Foglio (Pdl): "E' vicino a sinistra estrema". Alzetta (Action): "Svendopoli deve essere fermata". Vigna: (Api) "Servono soluzioni bipartisan". Fabio Nobile: "Siamo solidali". Marroni (Pd): "Ritirate la delibera". Aurigemma: "Sinistra risponde con atti di forza"
Occupato questa mattina l’ex-deposito Atac di via Alessandro Severo, a San Paolo, da alcune centinaia di attivisti dei “movimenti per il diritto all’abitare” e “Roma Bene Comune”. “Chiediamo che il Comune ritiri la delibera 35 sulla vendita degli immobili Atac – ha detto Luca Faggiano, uno degli attivisti – quest’operazione, che riguarda 15 depositi come questo sparsi nella città, il Comune la mette in atto per rattoppare i buchi di bilancio dell’Atac ma secondo noi non servirà a niente e avrà invece un impatto devastante da un punto di vista urbanistico per il rischio che i privati futuri acquirenti trasformino questi spazi in speculazioni commerciali. E invece, a Roma, servono case popolari, servizi per il sociale che possano essere utilizzati dai cittadini”. I manifestanti, inoltre, hanno sottolineato come l’occupazione di oggi “si inserisca nel quadro delle mobilitazioni dei precari indignati che da oggi torneranno a Montecitorio e vi resteranno, in particolare, nei giorni del 21 e del 22 per chiedere le dimissioni del governo Berlusconi”.
LE REAZIONI. "I compagni dei movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato l'ex rimessa di San Paolo di Via Alessandro Severo. La struttura, di propriretà Atac, è inserita nella delibera n° 35 ed è tra quelle destinate ad essere alienate. Chiedo di ritirare immediatamente la delibera in questione, e di aprire una negoziazione con la città perchè non vada perduto questo immenso patrimonio. Svendopoli deve essere fermata altrimenti si annunciano disordini in città e barricate in aula". Così in una nota Andrea Alzetta, capogruppo Roma in Action all'assemblea capitolina.
“E’ giusta la protesta dei movimenti per il diritto all'abitare che questa mattina hanno occupato il deposito Atac di San Paolo contro la svendita del patrimonio immobiliare dell’azienda municipalizzata del Comune di Roma. Il sindaco Alemanno ritiri la delibera 35 che prevede la vendita ai privati del patrimonio pubblico di Atac per ripianare il debito dell'azienda di trasporto romano prodotto a causa delle 4mila assunzioni di Parentopoli e della mala gestione da parte dell’amministrazione di centro destra. E’ un contro senso deliberare la vendita del patrimonio di Atac senza l'approvazione prima di un piano industriale, condiviso con i Municipi interessati e la cittadinanza, che definisca la destinazione delle risorse provenienti dalla patrimonializzazione e dalla valorizzazione. Riteniamo più opportuno, quindi, che la delibera sia per il momento accantonata e che si apra la discussione intorno a un piano industriale dell’azienda, coinvolgendo i Municipi e i cittadini, a garanzia di un percorso trasparente e partecipato”. A dichiararlo in una nota è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.
“L’Atac deve essere assolutamente salvata, ma la soluzione prospettata, con le due delibere n. 30 e 35 in discussione all’Assemblea Capitolina, non è adeguata a risolvere i gravi problemi che attanagliano l’Azienda”. Lo dichiara, in una nota, Salvatore Vigna, capogruppo ApI in Campidoglio.
“Tale soluzione – prosegue Vigna - sembra andare più verso un’operazione di pianificazione territoriale unilaterale della Giunta, che verso una radicale e definitiva soluzione dei problemi dell’Atac. Il solo risanamento dei debiti attraverso l’alienazione, infatti, non può essere sufficiente e i 120 milioni di perdita di esercizio non hanno attualmente alcuna risposta. C’è bisogno di un piano industriale che superi le criticità e le problematiche di esercizio”.
“Ritengo – conclude Vigna - che una pausa di riflessione per individuare le soluzioni adeguate, frutto del dibattito bipartisan, sia strategicamente la strada migliore per affrontare le delibere propedeutiche al bilancio ed il bilancio stesso. Credo, pertanto, che sia necessario rinviare al mese di luglio la discussione del piano industriale di Atac”.
Per il presidente del municipio XI, Andrea Catarci: "La pratica urbanistica si fa ormai da diversi anni senza più pensare alla città, ai bisogni e ai problemi reali, serve a fare cassa. Per Roma Capitale è anche la carta per 'tentare' di salvare Atac, l’azienda di trasporto pubblico investita pochi mesi fa dallo scandalo parentopoli, con un passivo di circa 320 milioni di euro, debiti in crescita e a rischio di fallimento. I vertici dell’azienda e la Giunta Alemanno, cioè, dopo averne causato l’attuale stato comatoso si accingono a svendere il patrimonio immobiliare”. "Il sindaco intervenga per ripristinare la legalità e garantire la sicurezza dei cittadini del quartiere San Paolo", lo dichiara in una nota Simone Foglio Capogruppo Pdl al Municipio XI: "Alemanno insieme con i vertici del Pdl cittadino si renda protagonista di una vera azione di partecipazione popolare per rendere l'area dell'ex deposito un luogo compatibile con le esigenze del quartiere. Quanto alle dichiarazioni del Presidente Catarci, prestando il fianco all'occupazione di oggi si è dimostrato ancora una volta uomo di parte vicino alla sinistra estrema e non garante delle istituzioni come presidente di tutti".
E pieno appoggio ai movimenti arriva anche da Fabio Nobile, consigliere regionale Alberti, portavoce romano della Federazione della Sinistra e Fabio: “Solidarietà ai movimenti per il diritto all’abitare che questa mattina hanno occupato l’ex deposito Atac di San Paolo per chiedere che venga immediatamente ritirata la delibera 35 con cui il Comune di Roma vorrebbe svendere parte del patrimonio immobiliare dell’azienda capitolina dei trasporti”.
Anche il Pd esprime la sua contrarietà alla svendita del patrimonio di Atac. "Abbiamo richiesto – afferma il capogruppo Umberto Marroni - nella conferenza dei capigruppo di questa mattina il ritiro della delibera 35. Sulle valorizzazioni è necessario infatti avviare una discussione seria ed un processo partecipato con i territori, sennò si rischia una comprensibile rivolta dei quartieri in particolare di quelli che limitrofi ai depositi si vedranno imposta dall'alto una trasformazione urbanistica rilevante".
E ancoral'assessore alla mobilità Aurigemma dichiara in una nota: "L’occupazione dell’ex deposito Atac di via Alessandro Severo, a San Paolo, è l’ennesima dimostrazione che la sinistra risponde con atti di forza agli inviti al dialogo ripetutamente formulati dall’Amministrazione capitolina».


