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Il caso

Mercato Trionfale e il fallimento
del project financing

Protesta al mercato

Consiglio straordinario del XVII Municipio sul futuro del mercato Trionfale, dopo i molti problemi della nuova grande struttura di via Andrea Doria ed i molti contrasti, ancora irrisolti, con la proprietà. Approvato un ordine del giorno della maggioranza di centrosinistra per rinunciare al project financing e restituire la gestione agli operatori. Il parere degli operatori del mercato e della Confesercenti DI ALESSANDRO TESTA

LE RICHIESTE Le proposte degli operatori al sindaco

“Il project financing sui mercati rionali ha fallito: si torni ad una gestione pubblica, che coinvolga per primi gli operatori”. E’ questo, in sintesi, il pensiero dei diretti interessati, della Confesercenti di categoria (Arpe Roma) e del Municipio XVII, che ieri pomeriggio ha votato, con i soli voti della maggioranza di centrosinistra e la ferma opposizione del Pdl, un ordine del giorno che, in merito al nuovo grande complesso multifunzionale di via Andrea Doria, invita il sindaco e la giunta cominale “a garantire l’interesse pubblico della struttura, a partire dal mercato rionale e dai suoi (ancora soltanto previsti, ndr) biblioteca e asilo nido”; e soprattutto “a valutare la possibilità di una retrocessione dal progetto di finanza del mercato, con una nuova valutazione economica dell’investimento del concessionario concordata con l’amministrazione, al fine di affidare direttamente alla cooperativa operatori mercato Trionfale la gestione ordinaria e straordinaria della struttura”.

La vicenda a cui si riferisce il documento è quella, ormai arcinota, del nuovo grande complesso edilizio di via Andrea Doria, realizzato come nuova sede del mercato Trionfale – il più grande di Roma – dove il concessionario privato, nonostante la disponibilità di cinque piani di uffici, due di box ed uno di parcheggi, non avrebbe rispettato i patti sottoscritti a suo tempo con la cooperativa degli operatori e pretenderebbe oggi canoni di affitto troppo elevati rispetto al servizio offerto, giudicato assolutamente scadente. Criticata dalla maggioranza, e perfino da un consigliere del Pdl, l’assenza dell’assessore capitolino alle attività produttive, Davide Bordoni.

GLI ACCORDI DEL 2000 - “Quando una decina d’anni fa fu fatta la gara – ha spiegato nel suo intervento il sig. Lorenzetti – avere come socio di minoranza la nostra cooperativa avrebbe costituito un titolo preferenziale per ottenere la concessione comunale. Dunque siamo stati noi, con il nostro 1 per cento delle quote complessive, a far vincere l’associazione temporanea di imprese capitanata dalla Cooperativa muratori e braccianti di Carpi (Cmb). E non lo abbiamo fatto per sentirci dire ‘grazie’, ma in base a degli accordi ben precisi, presi con una scrittura privata che poi la Cmb ha disconosciuto e che siamo pronti a portare in tribunale, se sarà necessario”. “Se è per questo il concessionario non ha rispettato neanche gli accordi con il Comune – ha commentato il consigliere Maurizio De Giusti (Pd) – perché ha incassato 3 milioni di euro, ma non ha mai realizzato né l’asilo nido né la biblioteca promessi”.

“Non è vero che il mercato è stato o sarà pagato dal Comune – chiosa amaramente Adriano Crocetti, presidente della cooperativa degli operatori – siamo noi, con il nostro salatissimo canone, a finanziarlo: complessivamente paghiamo circa 900 mila euro l’anno, a fronte di meno della metà di oneri per pulizie e spese varie. Abbiamo calcolato che con quello che avanza, in meno di trent’anni ce lo saremmo potuti costruire da soli”.

LA PRESIDENTE DE GIUSTI – “La vicenda del mercato di via Andrea Doria è molto complessa – ha riepilogato Antonella De Giusti, presidente del XVII Municipio – ed è innegabile che ci siano molte colpe che gravano sulla precedente Amministrazione Veltroni. Ma è altrettanto vero che dal 2008 ad oggi la responsabilità è tutta della giunta Alemanno, che in quasi quattro anni non ha neanche saputo convertire in un vero provvedimento la memoria di Giunta che avrebbe dovuto ratificare gli accordi privati tra Cmb e operatori.

Comunque adesso è finito il tempo dei regali agli imprenditori: il project financing non si è rivelato la strada giusta perché non garantisce una buona coabitazione tra concessionario e operatori, perciò la gestione del mercato andrà scorporata dalla proprietà dei locali. Nel nostro caso, poi, il costruttore può contare su tutti gli uffici ed i box, perciò dovrebbe già essere soddisfatto. In ogni caso, la Cmb e soci dovranno prima ultimare tutte le opere ancora carenti; poi bisognerà fare bene i conti prima di prendere la decisione economica definitiva, senza che questo debba significare la rinuncia ai locali che avrebbero dovuto ospitare la biblioteca e l’asilo nido”.

IL CENTRODESTRA – “Non abbiamo votato il documento della maggioranza – ha replicato il capogruppo del Pdl, Luca Aubert – perché sappiamo bene che il Municipio non ha sufficienti poteri per imporre la sua volontà. Dunque, sarebbe stato più responsabile, come chiedeva il nostro documento, che la maggioranza ha invece bocciato, dare pieno sostegno al gruppo di lavoro costituito presso l’assessorato comunale alle Attività produttive, allo scopo di trovare una soluzione tecnico-giuridica che possa riaffidare agli operatori la gestione del mercato. Oggi invece qualcuno ha scelto di fare una inutile passerella a scopo propagandistico”.

CONFESERCENTI – “Ovviamente in questa vertenza siamo al 100 per cento al fianco degli operatori – ha chiosato Alfiero Tredicine, presidente di Apre Roma (Confeserenti) – in modo particolare opponendoci alla richiesta di decadenza delle licenze per i pochi operatori che non riescono più a pagare il canone d’affitto del loro banco. Per quanto riguarda i nuovi mercati, poi, pensiamo che il project financing si sia rivelato uno strumento pessimo, tanto che a Testaccio ci sono gli stessi problemi di oneri troppo cari e simili, e per questo gli operatori dello storico mercato per ora si stanno rifiutando di trasferirsi nella nuova avveniristica struttura. Qui a via Andrea Doria di sicuro ha funzionato per il costruttore, cui solo la presenza al piano terra del mercato rionale ha consentito di costruire un complesso così grande a 500 metri dal Vaticano.

In futuro – ha detto ancora il rappresentante di Confesercenti – vogliamo vederci chiaro, soprattutto per gli otto nuovi mercati allo studio: se la proprietà rimarrà pubblica come a Val Melaina, se ne affidi pure la costruzione ai privati; se invece sentiremo parlare ancora di project financing, saremo contrarissimi. Inoltre stiamo vigilando attentamente sull’iter della delibera (c.d. ‘CAM’, ndr) che riguarda i tre mercati di via Chiana, via Antonelli e via Magnagrecia. Ed anche sul futuro di quello di piazza San Giovanni di Dio, che all’ultimo momento è stato per ora lasciato fuori da questi piani”.

Per via Andrea Doria – ha concluso Alfiero Tredicine – la soluzione migliore sarebbe quella di ripubblicizzare la proprietà del piano terra, versandone il controvalore al costruttore e incassando in cambio il canone mensile dagli operatori, cui andrebbe invece affidata la gestione ordinaria, come richiesto da loro stessi con una lettera firmata da tutti i 273 titolari di licenza. La situazione si normalizzerebbe, ed alla lunga il Comune finirebbe perfino per guadagnarci”.

Alessandro Testa

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