Maccarese, treni in anticipo
e i pendolari restano a terra
Disagi infiniti per i passeggeri della tratta ferroviaria Fr5 alle prese con ritardi, miniaturizzazioni dei convogli. Il Comitato: “Si viaggia peggio che ai tempi delle deportazioni nei lager: un metro quadro per 9 persone nelle ore di punta”
Passeggeri a terra questa mattina alle stazioni di Palidoro e Maccarese dove proseguono gli ennesimi, gravissimi disservizi. Tra corse soppresse, treni in ritardo o, addirittura, in anticipo, la tratta Fr5 è ormai ridotta allo sbando più totale. Ed i passeggeri subiscono un “trattamento” che, denunciano, nemmeno ai tempi delle deportazioni naziste. Andrea Ricci del Comitato pendolari Maccarese-Palidoro ha infatti calcolato che, nelle ore di punta, viaggiano 9 persone in un metro quadrato, cioè con una densità tripla a quella dei carri bestiame dei deportati nei lager. “E questo”, sottolinea Andrea Ricci, “non è humour nero: ne va della nostra salute”.
L’odissea è cominciata questa mattina a Maccarese quando il treno delle 8.13 è partito con un paio di minuti di anticipo. Risultato? Diverse persone l’hanno perso. Ma non è finita qui perché sia quel convoglio sia i precedenti avevano lasciato in inutile attesa sulla banchina altri pendolari anche a Palidoro. A testimonianza dello sfascio cui è ridotta la rete ferroviaria regionale, commentano i passeggeri.
Ma il grave è venuto dopo. Il treno successivo, che avrebbe dovuto portare anche chi aveva perso il precedente, è stato un Vivalto a 4 carrozze, sebbene il contratto di servizio preveda che ce siano almeno 5. La prima conseguenza di questo “rotabile” ridotto è stata che 9 persone non sono riuscite a salire a Maccarese. In più, ed in un certo senso era prevedibile visto quel terribile affollamento, una persona si è sentita male. Quando all’Aurelia qualcuno ha tirato la leva di emergenza credendo, come pure sarebbe normale, che servisse per poter comunicare con la cabina, la porta si è bloccata ed il treno si è dovuto fermare. Risultato? Mezz’ora di ritardo. Una mezz’ora che si è di conseguenza ripetuta sui tre treni successivi oltreché, naturalmente, su un paio di treni diretti a nord. Per un disagio continuo, costante, stressante e per il quale, purtroppo, non sembrano esserci in vista soluzioni.


