La scommessa del quorum
ipazzisietevoi.org, sette ragazzi rinchiusi in un bunker per sfuggire alla contaminazioni ma "Non si tratta di radiazioni convenzionali, stiamo parlando delle emanazioni antidemocratiche del governo che vorrebbe impedire agli italiani di decidere del loro futuro”, dicono. La Cassazione ha reso note le motivazioni dell'ammissione del quesito sul nucleare, nel giro di un anno il governo avrebbe potuto riprendere in mano il provvedimento. Ora l'obiettivo è il quorum. Si moltiplicano le iniziative.
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In un futuro che è già domani una centrale nucleare è scoppiata in Italia. Il disastro è qui, a casa nostra. Così, mentre la vicina Germania decide di chiudere i reattori atomici entro il 2022, cambiare strada per assicurarsi che l’elettricità del futuro “sia sicura, affidabile ed economicamente sostenibile”, come ha spiegato Angela Merkel, l’Italia deve fare i conti con le radiazioni che hanno contaminato tutto. Dal momento dell’esplosione è passato quasi un mese e qualcuno ce l’ha fatta a salvarsi. Sette ragazzi che si sono rinchiusi in un bunker. Niente cibi freschi, solo scatolette e internet. “È quasi un mese che siamo rinchiusi in casa a causa delle “radiazioni” che hanno contaminato l’Itala. Non si tratta di radiazioni convenzionali, quelle che ci sono a Fukushima per intenderci, ma non per questo sono meno minacciose. Stiamo parlando delle emanazioni antidemocratiche del governo che vorrebbe impedire agli italiani di decidere del loro futuro”, spiegano i ragazzi de ipazzisietevoi.org. “Ci siamo chiusi dentro al nostro rifugio anti-radiazioni con l’intenzione di non uscire fino al giorno del Referendum e l’abbiamo deciso quando ancora non si sapeva se saremmo andati a votare oppure no – dicono ancora - All’inizio della nostra protesta la speranza era che un’azione dimostrativa e non violenta, anche piccola come la nostra, potesse far capire meglio a tutti i gravi rischi che correremmo se il nostro Paese tornasse al nucleare”.
La Corte di Cassazione ha ammesso il quesito sul nucleare pubblicando le motivazioni che non lasciano dubbi. Le nuove norme del decreto Omnibus convertito in legge lo scorso maggio, secondo la Cassazione aprono "nell'immediato al nucleare". In particolare si legge "l'articolo 5 comma 1 non esprime solo programmi per il futuro ma detta regole aventi la forza e l'efficacia di una legge che apre nell'immediato al nucleare”. Insomma nel decreto Omnibus si parla di rinvio e non di un’abrogazione e, si legge ancora nelle motivazioni, ”rimette la ripresa del nucleare ad un provvedimento adottabile dal Consiglio dei ministri entro il termine di dodici mesi”. Insomma il governo voleva solo prendere tempo, sull’onda dell’incidente di Fukushima e delle reazioni del mondo, italiani compresi, per poi ritornarci su. Perciò lo scenario nucleare non era affatto scongiurato.
Se la Corte non avesse ammesso il quesito il governo sarebbe andato avanti con il suo “piano nucleare”. “Oggi sappiamo finalmente che, nonostante i tentativi del governo, la giustizia è dalla nostra parte e che il 12 e 13 giugno andremo a votare anche sul nucleare – spiegano i ragazzi de ipazzisietevoi, che da 26 giorni sono rinchiusi nel rifugio antiatomico e comunicano con l’esterno sul web per informare più persone possibili. "È una vittoria per tutti, è una vittoria per la democrazia e non per un partito o per l’altro. Tutte le forze politiche, pro o contro nucleare non importa, dovrebbero essere a favore della partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese. Per noi che l’attendevamo da 19 giorni, la decisione della Corte di Cassazione è stata un grande sogno che si è avverato”, continuano.
Il prossimo obiettivo è quindi raggiungere il quorum e le iniziative per sostenere tutti e quattro referendum si moltiplicano. Dalla corsa podistica pro referendum organizzata dal Wwf che si terrà l’8 giugno, al digiuno in piazza San Pietro organizzato da Alex Zanotelli per sensibilizzare la Chiesa sul tema dell’acqua che si terrà il 9. Ci sarà anche la maratona musicale in piazza del Popolo, il 10, con diretta streaming e collegamenti con altre città italiane e una iniziativa che sta facendo il giro della rete: il Taxi Quorum, ossia persone che condividono la propria auto per andare a votare e accompagnano chi non potrebbe. Sulla pagina l’omonima pagina facebook che riceve centinaia di mail, è stato approntato un elenco di città in cui il servizio è disponibile. Chi vuole aderire può scrivere a battiquorum2011@gmail.com


