Immigrati, gli africani di Rosarno in protesta al mercato della Coldiretti
Con striscioni, bonghi e volantini, i manifestanti hanno sfilato tra i banchi esponendo lo striscione: "Il vostro made in Italy ha una macchia: il nostro sangue"
"Agricoltura sì, lavoro nero no": è lo slogan della protesta di un gruppo di lavoratori africani organizzati in assemblea e dell'osservatorio anti razzista del Pigneto in piazza stamattina al Circo Massimo, davanti al mercato della Coldiretti "Campagna Amica". Con striscioni, bonghi e volantini, i manifestanti hanno sfilato tra i banchi esponendo lo striscione: "Il vostro made in Italy ha una macchia: il nostro sangue". "Veniamo da Rosarno, Napoli, dove raccogliamo arance, fragole, pesche - spiega Moussa, un giovane del Congo - Tutto questo per 25 euro al giorno dalle 5 della mattana fino a quando nel buio le arance non si vedono più. I mandarini italiani sono buoni ma sono frutto del nostro sangue". Stesso discorso per Diawara', della Costa D'Avorio: "Dormiamo in case di plastica, siamo qui per denunciare il nostro lavoro senza contratto". "Vittime della fatica, delle condizioni di vita in cui le leggi e il mercato costringono i lavoratori si legge nel comunicato - Vittime come il nostro fratello Kadjali, morto ad aprile a Roma di meningite, vittime come Marcus, morto di polmonite a Rosarno. Vittime di consumi degli italiani". I manifestanti chiedono "agli enti locali, e prima di tutto a Zingaretti, di aprire un tavolo tra lavoratori e associazioni di categoria per un programma di emersione del lavoro nero, la formazione, e l'inserimento regolare nelle aziende del territorio". Uno dei manifestanti ha sfilato nel mercato "vestito" da batterio killer.


