Il Campo Boario è una discarica
Stamattina si sono date appuntamento diverse associazioni che operano nell'area dell'ex Mattatoio per pulire la zona. Da Aiab a Crocevia. Ma a partecipare sono stati anche molti cittadini
Pezzi di materiale edile accatastati, molte siringhe, materassi. Il Campo Boario sembra una vera e propria discarica e non una zona archeologica di grande pregio nel pieno centro storico di Roma. A denunciare questo stato di cose sono un gruppo di associazioni e realtà operanti nell'ex Mattatoio tra cui Crocevia, Aiab, Villaggio globale, il centro socioculturale Ararat. Si sono dati appuntamento stamattina e un gruppo di circa quaranta persone ha pulito l'area, inframmezzando il faticoso lavoro con la musica curda.
"La situazione è drammatica - spiega Chiara Pierfederici di Crocevia - questo è un luogo completamente abbandonato a se stesso dove i cumuli di immondizia sono i protagonisti. Molte volte vengono anche usati per fare fuochi nella notte. A preoccupare è soprattutto la mancanza di una progettualità dell'area, basti pensare a quello che sta accadendo alla Città dell'altra economia. Ma questa mancanza di politiche per il futuro c'è per tutte le realtà che popolano l'ex mattatoio: i curdi, il Villaggio globale. Non esiste un piano organico ed uno scopo: potrebbe diventare una zona di aziende e uffici, annullando il lavoro che è stato fatto per anni."
L'Ama non ha risposto all'appello per la pulizia dell'area. "Ci serve il loro aiuto - spiegano dal Villaggio Globale - molti sono rifiuti da vagabondaggio, pesanti e difficili da togliere. Ma proveremo a replicare, vogliamo delle risposte". La pulizia autogestita dell'area non è la prima volta che viene fatta, anzi è prassi condivisa da tutte le realtà che qui lavorano. Ce lo spiega Lucila De Rossi di Aiab: "Come Aiab siamo alla Città dell'altra economia dal 2007, abbiamo attivato uno spazio per il consorzio dei produttori biologici, creando un mercato permanente. Ma il luogo è da sempre degradato e abbandonato, questo non è il primo intervento di pulizia che facciamo".
Lo sa bene anche Marzia Bulgarini della cooperativa T.e.r.r.e che fa parte anch'essa del consorzio Cae. "Siamo qui per denunciare il degrado di questa zona e l'inadempienza dell'ammiistrazione comunale che spende migliaia di euro ma si disinteressa completamente a quest'area. Con la Città dell'Altra economia siamo ad un binario morto. Il sindaco aveva promesso un tavolo di progettazione che non c'è mai stato. Anzi ha pubblicato un bando per l'assegnazione degli spazi ancora vuoti della cittadella senza rispettare i criteri di ecosostenibilità. E la proroga alle realtà che qui lavorano è stata fatta fino al 30 giugno. Proprio per questo abbiamo indetto un'assemblea cittadina il 7 luglio, durante il Dinamo Fest, alla Cae, per riunire tutte le realtà coinvolte che mirano a salvare l'area".


