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Il racconto

Giovedì nero dei trasporti
Le voci di chi ha subito disagi

Rona-Lido, passeggeri sui binari

Mattinata di passione per i romani che si sono spostati con i mezzi pubblici. Centinaia le persone rimaste bloccate stamattina ad Eur-Magliana

Mattinata di passione per i romani che si sono spostati con i mezzi pubblici: alle 8.30 è infatti iniziato lo sciopero degli autoferrotranvieri, che ha portato alla chiusura delle linee A e B della metropolitana, del tratto urbano della ferrovia Roma Flaminio-Viterbo e alla riduzione del numero di autobus in circolazione, anche se il servizio viene comunque assicurato più o meno dappertutto. Taxi presi d'assalto, lunghe code in attesa alla stazione Termini e, più contenute, anche nei posteggi situati nei pressi delle fermate della metro. Lo sciopero è terminato alle 12.30, anche se all'Atac non garantiscono la piena operatività della rete su ferro prima delle 14.

GUASTO SULLA ROMA-LIDO - L'epicentro della confusione, però, è stata senza dubbio la stazione 'Eur-Magliana', normalmente utilizzata per lo scambio tra la metro B e la ferrovia Roma-Lido di Ostia. Questa mattina alle 5.30, infatti, un guasto tecnico aveva gia' bloccato il servizio della Roma-Lido nel tratto compreso tra Eur-Magliana ed il capolinea di Piramide-Porta San Paolo, che poteva essere percorso con la metro B oppure con alcuni bus navetta, come suggerito dall'altoparlante delle stazioni interessate.

CAOS AD EUR-MAGLIANA - Ma non è bastato: all'ora di punta le navette non si sono rivelate sufficienti a contenere tutte le persone che stavano ancora raggiungendo la stazione Eur-Magliana con i treni da Ostia, ed il sistema è entrato in crisi.

"Normalmente a quell'ora c'è un treno ogni dieci minuti - racconta Evan, 36 anni - oggi invece le corse erano dimezzate, ed i treni erano più lenti per via della gente che si accalcava alle fermate. Alla fine siamo arrivati qui a Magliana a sciopero già iniziato".

"Eravamo pressati come sardine, perfino più del solito - dice Alessandra, 40 anni, sindacalista fiorentina trapiantata a Roma - ma la cosa peggiore è stata che hanno fatto fermare il treno 300 metri dopo la stazione per quaranta minuti ed alla fine ci hanno detto di aprire le porte, scendere e tornare in stazione a piedi lungo i binari. In alcuni punti c'era da fare un salto di oltre un metro e nessuno ci ha fornito assistenza. Neanche agli anziani ed alle donne con i passeggini".

GLI ANIMI SI SCALDANO, POI ARRIVANO LE NAVETTE - "C'era molta tensione - interviene Stefano, 32 anni, project manager - tanto che in poco tempo sono arrivati moltissimi agenti, anche in borghese. Noi cittadini esasperati abbiamo presidiato per oltre un'ora l'ufficio del dirigente di stazione, in vana attesa di una risposta, ma tutto quello che abbiamo ottenuto sono stati quattro lentissimi bus-navetta tra qui e la stazione Termini".

In realtà, ci conferma mostrandoci la cartellina che ha in mano un funzionario Atac che ha chiesto l'anonimato, "le navette hanno preso servizio alle 6.05, pochi minuti dopo la richiesta di intervento, che abbiamo ricevuto alle 5.40. Certo, è stata una giornata sfortunata: mi rendo conto che senza lo sciopero avremmo potuto fare molto di più".

LE FORZE DELL'ORDINE - Data la contemporaneità dei due eventi negativi, l'esasperazione dei passeggeri dev'essere stata davvero notevole, se alle 11 sul piazzale esterno si contano ancora 8 auto dei Carabinieri e 2 della Polizia, oltre ad una dei vigili urbani ed alla jeep dell'Esercito che qui fa un presidio fisso a scopo preventivo.

"Fortunatamente eravamo presenti noi - racconta a Paese Sera uno dei militari distaccati qui - così un po' abbiamo fatto da deterrente, ma soprattutto appena abbiamo capito che i cittadini si stavano esasperando per il disservizio abbiamo avvertito immediatamente il Comando, che ha potuto inviare rinforzi adeguati".

"Stamattina sono volate parecchie parole grosse, ma niente di più - interviene un maresciallo  - Più che altro abbiamo fatto opera di prevenzione e cercato di calmare gli animi, ascoltando le ragioni di tutti".

VERSO LA FINE DELLO SCIOPERO - E infatti tra le centinaia di persone rimaste bloccate stamattina ad Eur-Magliana ognuno aveva i suoi motivi per arrabbiarsi e la sua storia da raccontare: c'è Virginia, di Casal Bernocchi, che non sa darsi pace per un colloquio di lavoro sfumato in modo così assurdo in tempi di crisi nera;  c'è la sua amica Claudia, che ha 'soltanto' saltato un giorno di scuola sulla Laurentina; e c'è tantissima altra gente che ha perso una giornata di lavoro, oppure non riuscirà ad arrivarci prima dell'ora di pranzo, quando terminerà lo sciopero: "Ora sono le 11.30 - incontriamo di nuovo la signora Alessandra - e siamo ancora qui in stazione, in coda presso gli addetti all'assistenza clienti Atac,  per avere finalmente da loro una dichiarazione da portare a scuola o in ufficio. Stamattina presto il personale di stazione si era rifiutato di rilasciarci qualcosa, invitandoci ad andare alle stazioni San Paolo o Laurentina, come se fosse una giornata normale e la metro funzionasse. Pensi che, data la loro inerzia, i Carabinieri, che pure avrebbero ben altro da fare, si erano gentilmente offerti di raccogliere loro i nomi degli interessati e di farci poi avere un attestato in giornata".

Alla fine anche le ultime persone in coda hanno ritirato il loro foglio giustificativo ed hanno abbandonato l'improvvisato presidio, anche perche' alle 11.30 e' terminato anche il servizio navette ed ora per allontanarsi da EUR Magliana non rimangono che le normali linee dell'Atac, oppure attendere la ripresa del servizio sulla metro B e la Roma-Lido.

Alessandro Testa

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