Giovedì l'appello per Via Poma
Probabile una maxi-perizia
Per la fortissima richiesta di accesso dei cronisti e delle telecamere l'udienza è stata spostata in un luogo diverso da quello rituale. A pronunciarsi sul caso sarà la I Corte d’assise d’appello, presieduta da Mario Lucio D'Andria con a latere Giancarlo De Cataldo. Intanto si attende il film-tv sul caso, che andrà in onda dopo l'avvio del processo. L'avvocato di Busco Paolo Loria: "Quello che ci interessava era iniziare il processo di secondo grado in assenza della fiction"
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Inizierà giovedì 24 il processo d’appello relativo all’omicidio di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa con 29 coltellate nell'agosto del 1990 negli uffici dell’Aiag in via Poma. Il 26 gennaio scorso è stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per questo delitto l’ex fidanzato della giovane, Raniero Busco. I suoi legali, gli avvocati Paolo Loria e Franco Coppi, hanno sollecitato negli atti d’appello la riapertura del dibattimento finalizzata, tra l’altro, allo svolgimento di una maxi-perizia.
I MEDIA - Sarà la I Corte d’assise d’appello, presieduta da Mario Lucio D'Andria con a latere Giancarlo De Cataldo, a doversi pronunciare su una vicenda che sin da subito ha catalizzato l'attenzione dei media. Tant'è vero che per il processo di giovedì, dopo numerosissime richieste di autorizzazione alle riprese e di accesso per i cronisti, si è deciso di svolgere il processo in un’aula diversa da quella rituale, ossia nell’aula magna, la sala Europa, della Corte d’Appello. La perizia sarà chiesta per riesaminare le tracce biologiche trovate sul corpetto che indossava Simonetta quando fu uccisa, nonché su un’altra traccia trovata sulla maniglia della porta dell'ufficio in cui fu commesso il delitto.
IL FILM - Intanto si attende la fiction sul caso prodotta dalla TaoDue Cesaroni che Roberto Faenza ha girato quest'estate nella Capitale. Tra gli intepreti ci sono Silvio Orlando, Giorgio Colangeli e Michele Alhaique. La messa in onda resta ancora momentaneamente sospesa; lo sceneggiato sarà però trasmesso dopo l’avvio del processo d’appello. Il legale dell’imputato, l’avvocato Paolo Loria, aveva infatti fatto presentato una diffida al tribunale civile. Dopo una prima udienza, il processo, in cui era stato instaurato un ricorso d’urgenza ex articolo 700, è stato aggiornato al 7 dicembre. “E' intervenuto un accordo tra le parti - ha riferito Loria – grazie al quale si è deciso di ritirare la nostra istanza, arrivare al 7 dicembre e aspettare la decisione del tribunale. Quello che ci interessava era iniziare il processo di secondo grado in assenza della fiction che non vedrà la prevista messa in onda del 30 novembre". Stando a quanto si è appreso dalla TaoDue il telefilm dovrebbe andare il onda su Canale5 il 6 dicembre. Tutto comunque è suscettibile di variazioni, trattandosi di accordi ancora non formalizzati tra le parti.


