Fosso della Cecchignola, una difesa
contro il nubifragio
Lettera ironica dei cittadini della Cecchignola e dintorni, che ringraziano il ‘loro’ fosso per aver assorbito le forti piogge del 20 ottobre, impedendo che si allagassero anche Colle di Mezzo ed il quartiere Giuliano-Dalmata. “Roma Capitale vuole cementificarlo per costruire una strada in mezzo al verde – attacca l’associazione ‘Colle della Strega’ – ma noi continueremo a difendere l’equilibrio idrogeologico del nostro territorio
E’ ormai tempo d’autunno, e come ogni anno le prime piogge hanno portato a Roma i consueti allagamenti un po’ ovunque; anche se le precipitazioni dello scorso 20 ottobre sono state di sicuro eccezionali, facendo assumere proporzioni gigantesche ad un fenomeno con cui i romani convivono da tempo. Eppure, anche giovedì scorso, non tutta la città è andata sott’acqua. A parte ovviamente le zone più collinari, hanno resistito bene anche altre aree sui fondovalle, in particolare laddove non è stato modificato il deflusso naturale delle acque piovane verso piccoli fossi. E’ il caso ad esempio dei quartieri Giuliano-Dalmata e Colle di Mezzo, risparmiati dalle acque di scolo, che si sono incanalate invece nel fosso della Cecchignola, che poi le ha fatte tranquillamente defluire nel Tevere, molto più a valle.
Per ringraziarlo simbolicamente di aver contribuito così a salvare i loro quartieri, e protestare contro il progetto di prolungare via Kobler fino a via Luca Gaurico attraversando quel territorio ancora integro, alcuni residenti, tra cui l’ideatore dell’iniziativa Raffaello Castoria, hanno dedicato ironicamente dei componimenti di ringraziamento al ‘loro’ fosso, inviandoli poi ai giornali.
“In questi giorni di pioggia – racconta a Paese Sera il coordinatore della protesta Massimiliano Di Gioia, presidente dell’associazione ‘Colle della Strega’ – abbiamo deciso di dare il via ad una piccola campagna di stampa per sottolineare i rischi di interventi edilizi pesanti che portino al tombamento di fossi ed altri ambiti naturali di scolo delle acque meteoriche. In particolare, Roma Capitale sta progettando da tempo di realizzare una bella strada proprio in mezzo al nostro verde: in questo modo, la valle verrebbe definitivamente compromessa nella sua azione di assorbimento delle acque ed anche i quartieri di questa zona sarebbero a rischio allagamento”.
“Tutto ciò va fermato – conclude la tesoriera dell’associazione Matilde Spadaro – Faremo capire ai tecnici del Comune cosa significano i termini ‘disastro’ e ‘idrogeologico’ e faremo capire anche a tutti i politici che in undici anni hanno sostenuto il progetto che noi non cederemo mai la valle della Cecchignola ad un piano distruttivo del suo equilibrio e del suo ecosistema”.


