Droga, maxi operazione tra Lazio e Campania
Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo (Fr) hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e decine di perquisizioni nell’ambito dell'operazione denominata “spartaco”
Maxi operazione antiodroga tra Campania e Lazio: questa mattina i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo (Fr) hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e decine di perquisizioni nell’ambito dell'operazione denominata “Spartaco”, nei confronti di esponenti di tre gruppi criminali dell’area romana, casertana e napoletana, fra loro collegati nello spaccio di ingenti quantità di cocaina ed eroina nella Capitale, nel basso Lazio e in Campania.
Gli investigatori sostengono di aver smantellato una consolidata e fitta rete criminale fondata sull’approvvigionamento dello stupefacente dai sodalizi campani che trasferivano con regolarità importanti carichi di sostanza tramite corrieri, italiani e stranieri, al “gruppo romano” che pagava le forniture attraverso circuiti di money transfer internazionali, per poi piazzarle nei punti di spaccio della Capitale e del Basso Lazio.
Nel corso della conferenza di questa mattina è stata resa nota l'esistenza di una organizzazione che operava sull’asse Napoli-Roma, con importanti ramificazioni nelle province di Frosinone, Latina e Caserta. I carabinieri hanno eseguito 16 misure cautelari in carcere. L’accusa per tutti è “spaccio di sostanze stupefacenti in concorso”. Le indagini hanno avuto inizio nel 2008 dai carabinieri della compagnia di Pontecorvo al comando del capitano Pierfrancesco Di Carlo, in seguito alla morte per overdose di un tossicodipendente di Colle San Magno (Fr). Si arrivò ad individuare ed arrestare un gruppo di 29 spacciatori di eroina e cocaina che risiedevano nei comuni di Pontecorvo, Roccasecca, Arce (Fr) e Giugliano in Campania e Castelvolturno. Con l’operazione Spartaco si è sgominato il livello superiore di quella organizzazione che riforniva anche la provincia di Latina e quella romana. L’indagine ha così dimostrato che i tre gruppi (della zona romana, napoletana e casertana) possedevano fra loro fortissimi collegamenti intervenendo l’uno a sostegno dell’altro, anche proponendo contributi economici nei momenti di difficoltà. Si avvalevano di corrieri italiani e stranieri, esperti nell’ aggirare i controlli delle forze dell’ordine, e che usavano mezzi pubblici. Le forniture di droga venivano pagate tramite circuiti internazionali di money transfer. Tale metodo di pagamento consentiva all’acquirente di presentarsi, alla fase di scambio, senza denaro contante. L’attività di Polizia Giudiziaria ha, di fatto, smantellato le tre compagini criminali, tra cui un “intero nucleo familiare”, i cui componenti costituivano i referenti napoletani dell’organizzazione svolgendo anche la funzione di mediazione negli acquisti di importanti forniture di sostanza stupefacente. I sedici sono stati associati presso le Case Circondariali di Roma Regina Coeli, Frosinone, Latina, Napoli – Poggioreale, Pozzuoli (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino, Arienzo (CE) e Paola (CS).


