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L'operazione

Clan Casamonica: confiscati beni per 500 milioni

Clan Casamonica, arresti dei carabinieri 02
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Ultimo atto dell'operazione nei confronti del clan messo a segno dalla guardia di finanza. Fra i beni confiscati anche un appartamento a Roma, un terreno a Bracciano e più di cinquanta rapporti finanziari, per un valore complessivo che si aggira su oltre cinquecentomila euro

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Si è conclusa l'operazione nei confronti di alcuni membri del clan Casamonica. La guardia di finanza ha confiscato beni per oltre mezzo milione di euro. Il provvedimento è l’ultimo atto, dopo la conferma della Corte di Cassazione di un procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione antimafia pendente presso il Tribunale di Roma.

Nel corso delle indagini patrimoniali che hanno dato avvio al complesso iter giudiziario, i militari di via dell’Olmata hanno individuato diversi soggetti, contigui alla criminalità organizzata romana e dediti a traffici illeciti, il cui profilo reddituale dichiarato al fisco non era in linea con l’elevato tenore di vita e con i beni posseduti, proponendo all’autorità giudiziaria l’emissione nei loro confronti di misure di prevenzione patrimoniali. I finanzieri hanno anche accertato che i patrimoni e i beni venivano spesso appositamente “schermati” dai destinatari della misura di prevenzione tramite intestazioni fittizie a favore di “prestanome” compiacenti. Gli accertamenti patrimoniali hanno poi dimostrato che i beni sottoposti a confisca venivano acquistati principalmente grazie ai proventi illeciti di gravi reati come usura ed estorsione, rapina, danneggiamento e truffa. Fra i beni oggetto di confisca figurano un appartamento a Roma, un terreno a Bracciano e più di cinquanta rapporti finanziari, per un valore complessivo che si aggira su oltre cinquecentomila euro.

IL BLITZ DI IERI - Il blitz, iniziato ieri mattina, è stato coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia e ha visto impegnati polizia e carabinieri. L'indagine ha chiesto e ottenuto l'arresto di 39 persone (15 sono donne) tutte della borgata Romanina con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, in particolare cocaina. Per la distribuzione delle dosi nell’area sud est di Roma era stato organizzato un vero e proprio sistema “a pedaggio”, con check point per pagamento e ritiro dosi, che si articolava su due strade parallele. Il supermarket della droga era aperto 24 ore su 24 e aveva come clienti soprattutto giovani dai 18 ai 25 anni (anche se in alcuni casi si trattava di minorenni). A vendere le dosi erano solo le donne del clan, agli uomini invece era riservato il ruolo di controllare il territorio.

IL CONTROLLO DEL TERRITORIO - Il clan Casamonica (una famiglia di rom stanziali originali dell’Abruzzo) attua forme di controllo del territorio non solo nel quartiere Romanina ma in tutta Roma sud-est e sul litorale. Per anni braccio destro della Banda della Magliana, nel tempo i Casamonica si sono messi “in proprio” diventando uno dei clan più violento a Roma. Soprattutto per quanto riguarda il mercato dell’usura.

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