Sei in: Home - Cronaca - Clan Casamonica: 39 arresti per droga Il "mercato" gestito dalle donne
Il blitz

Clan Casamonica: 39 arresti per droga
Il "mercato" gestito dalle donne

Clan Casamonica, arresti dei carabinieri
  • Attualmente 0 su 5 stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Valutazione: 0/5 (voti: 0)

Grazie di aver votato!

Hai già votato questa pagina, la puoi votare solo una volta!

Il tuo voto è stato modificato, grazie di aver votato!

Accedi o registrati per votare questa pagina.

Per la distribuzione delle dosi il clan aveva organizzato un vero e proprio sistema “a pedaggio”, con check point per pagamento e ritiro dosi e un sistema di videosorveglianza. Due strade parallele nella zona di Romanina il quartier generale. I clienti quasi tutti under 25. Sequestrati ville, terreni, 16 abitazioni, 36 autovetture, 20 orologi di pregio, un borsa piena d’oro, 135mila euro in contanti, 28mila euro in titoli, e conti correnti, depositi bancari e postali per un valore di cinque milioni IL BLITZ Il video/1Il video/2

IL PROCESSO Usura: "Condannare i tre Casamonica"
SICUREZZA Blitz contro il clan Casamonica
DAL MENSILE Mafie, territori sotto scacco DI C. VOGANI
L'INCHIESTA Capitale in nero: le mafie in città

Maxi operazione di polizia e carabinieri contro il clan Casamonica (e quelli collegati degli Spada, Di Silvio, De Rosa, di Guglielmo). La Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato l'indagine ha chiesto e ottenuto l'arresto (disposto dal gip Aldo Morigigni) di 39 persone (15 sono donne) tutte della borgata Romanina con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, in particolare cocaina. Per la distribuzione delle dosi nell’area sud est di Roma era stato organizzato un vero e proprio sistema “a pedaggio”, con check point per pagamento e ritiro dosi, che si articolava su due strade parallele. Il supermarket della droga era aperto 24 ore su 24 e aveva come clienti soprattutto giovani dai 18 ai 25 anni (anche se in alcuni casi si trattava di minorenni). A vendere le dosi erano solo le donne del clan, agli uomini invece era riservato il ruolo di controllare il territorio. Per operare in condizioni di maggior sicurezza, i Casamonica avevano collocato lungo le vie dello spaccio un sistema di video sorveglianza con monitor all’interno delle abitazioni, posizionando altri accoliti con il ruolo di vedetta all’ingresso delle strade d’interesse, per segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.

IL CLAN - Si tratta di un risultato di primo piano perché per la prima volta viene disarticolata una consistente porzione della famiglia Casamonica: il blitz congiunto di polizia e carabinieri con centinaia di uomini impegnati ha visto anche l'intervento di due elicotteri e oltre agli arresti prevede anche una quarantina di sequestri di beni. I guadagni, frutto del traffico di droga, venivano reinvestiti per ulteriori rifornimenti di cocaina ma soprattutto nell’acquisto di immobili, di autovetture di grossa cilindrata e per finanziare la lucrosa attività dell’usura. Per tale motivo, l’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili agli arrestati. Si tratta di beni immobili (ville, terreni, abitazioni), autovetture e conti correnti, depositi bancari e postali, per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di euro.  L’operazione odierna ha dimostrato come il clan dei Casamonica costituisca nella Capitale una vera e propria associazione criminale, coesa e monolitica, di difficile penetrazione, caratterizzata dal vincolo associativo per lo stretto vincolo di sangue che lega tutti gli appartenenti al clan e dalla forza di intimidazione per il grande senso di apprensione e di  insicurezza che sanno incutere.

L'INDAGINE - Secondo l'indagine, il gruppo aveva costruito una sorta di enclave al quartiere Romanina, tra via Devers e vicolo Barzilai trasformate in un fortino da dove spacciare indisturbati. Lo spaccio era gestito dal clan dei Casamonica e da famiglie collegate degli Spada, Di Silvio, De Rosa, di Guglielmo, accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Il modus operandi era sempre lo stesso e ben collaudato: le strade dove si trovavano le case supermarket venivano ristrette usando delle fioriere in modo da poter controllare gli accessi. Controlli che erano svolti anche da vedette poste sui tetti. Lo spaccio al dettaglio di cocaina e hashish era affidato alle donne. Clienti erano giovani tra i 18 e i 25 anni (anche alcuni minorenni) che giungevano non solo dalla Capitale ma dalla provincia, in particolare dalla zona dei Castelli. Gli acquirenti arrivavano in auto davanti alla casa supermarket dove si trovava una donna. Una volta chiesta la dose, il cliente faceva il giro dell’isolato, mentre un’altra donna all’interno dell’abitazione (dove era sempre acceso un caminetto dove gettare la sostanza stupefacente in caso di blitz delle forze dell’ordine) provvedeva a preparare quanto chiesto. Chi era fuori dall’abitazione comunicava con una grata e non aveva la chiave di accesso. Ciò sempre per rallentare l’eventuale accesso di agenti o carabinieri. Gli illeciti guadagni, frutto del traffico di droga, venivano reinvestiti per ulteriori rifornimenti di cocaina ma soprattutto nell’acquisto di immobili, di autovetture di grossa cilindrata e per finanziare la lucrosa attività dell’usura. Tra i beni confiscati ville, terreni, 16 abitazioni, 36 autovetture, 20 orologi di pregio, un borsa piena d’oro, 135mila euro in contanti, 28mila euro in titoli, e conti correnti, depositi bancari e postali.

I MAGISTRATI - “Con gli arresti di oggi – ha detto il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Giancarlo Capaldo – abbiamo dato un segnale di efficienza e di volontà a reagire a fenomeni criminali particolarmente allarmanti che godono di apparente impunità”. “Abbiamo restituito alla Capitale una fetta di territorio – ha aggiunto il comandate dei carabinieri della compagnia di Frascati, il colonnello Rosario Castello - Oggi gli abitanti erano felici nel vederci operare". “E’ stato dato un colpo mortale alla criminalità – ha detto il sostituto Roberto Staffa  – andando a toccare le risorse economiche”. “E’ forte la volontà – ha fatto eco il capo della Squadra mobile Vittorio Rizzi – di colpire i patrimoni di questi soggetti impedendogli così di proseguire nelle loro attività criminali”

IL QUESTORE - "Questa imponente operazione antidroga conferma la determinazione delle forze di polizia e della magistratura nel contrasto della criminalità organizzata. E' la prova piu tangibile del costante, invasivo e sinergico impegno delle istituzioni per combattere la criminalità in tutti gli ambienti". E quanto afferma il questore di Roma Francesco Tagliente in merito alla maxi operazione antidroga contro il clan Casamonica. "Carabinieri, polizia e guardia di finanza con le ultime operazioni anticrimine stanno manifestando tutta la determinzione a garantire il diritto alla sicurezza sui nostri territori - ha aggiunto Tagliente - Oggi raccogliamo i frutti di indagini complesse che hanno visto impegnati per oltre un anno continaia di investigatori ai quali rivolgo tutta la mia gratitudine".

LA POLITICA - "Desidero rivolgere il mio plauso e quello della città di Roma alle forze dell’ordine, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia, per l’imponente operazione ancora in corso e che sta portando a perquisizioni, arresti e sequestri di beni a carico di esponenti di uno dei clan più radicati sul territorio, quello dei Casamonica". È il commento, in una nota, del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Si tratta senz’altro di una grande risultato – dichiara il sindaco – che testimonia l’impegno quotidiano di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Le forze dell’ordine stanno infatti moltiplicando la loro presenza con controlli a tappeto in tutte le zone della città anche grazie all'arrivo dei rinforzi previsti nel Terzo Patto per Roma Sicura, che abbiamo fortemente voluto. La lotta contro il traffico di stupefacenti, inoltre, è basilare nel contrasto al crimine e quindi questa è la strada giusta da percorrere per accrescere la sicurezza, reale e percepita, dei cittadini, e diminuire sensibilmente l’illegalità". E la presidente della Regione Renata Polverini sottolinea: "La Regione continuerà a dare sostegno attraverso l'Osservatorio per la legalità, di cui fanno parte anche rappresentanti delle forze dell'ordine, e il Patto Lazio Sicuro e Roma Sicuro, finanziati dalla Regione per assicurare agli operatori della sicurezza tutte le risorse e i mezzi necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro". Mentre Zingaretti invita a non abbassare la guardia: "La maxi operazione, che vede ancora impegnati gli uomini del corpo di Polizia e Carabinieri è il frutto di un lungo e impegnativo lavoro investigativo che ha portato al sequestro di beni e all’arresto di esponenti di uno dei clan più radicati sul nostro territorio". “Un risultato che mette ancora una volta in luce il tentativo della criminalità organizzata e del malaffare di espandersi sul nostro territorio. Per questo – conclude Zingaretti - è necessario non abbassare mai la guardia e sostenere le forze dell’ordine nella loro quotidiana e fondamentale azione di repressione del crimine”.

Social networks