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Il caso

Centro storico, il "tavolino selvaggio"
fa infuriare Corsetti:"Mi dimetto"

orlando corsetti

Braccio di ferro tra il minisindaco, i commercianti e i ristoratori del primo municipio. Le strutture abusive che invadono e deturpano le strade della città vengono rimosse con un'ordinanza ma poi "ritornano al loro posto". Il presidente Corsetti non ci sta e accusa: "La mia esperienza in primo municipio finisce qui". Il Pd con Nanni e Cirinnà lancia un appello al sindaco. E il presidente della commissione Commercio, Cassone (Pdl): inopportrune le parole di Corsetti. E Sacchi (Fipe-Confcommercio): "Ma le nostre istanze non sono state ascoltate"

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Tornano i tavolini selvaggi, i “funghi” e i teloni di plastica per le strade del Centro e si dimette il presidente del Municipio I, Orlando Corsetti.

LA VICENDA - “La vicenda nasce lo scorso giovedì (15 dicembre n.d.r.) – spiega il minisindaco in carica dal marzo del 2008 – quando abbiamo fatto rimuovere diverse strutture abusive di cinque operatori commerciali. Una di queste era completamente abusiva, altre potevano andare da una lunghezza di dodici a 33 metri. Si tratta di abusi collaudati nel tempo". Spiega ancora Corsetti: "Ho anche incontrato i sindacati per concertare la cosa, mi hanno chiesto di sospendere la rimozione durante tutto questo periodo natalizio. Ma l’iniziativa – ci tiene a precisare Corsetti – è stata ideata e portata avanti per ripristinare la legalità”.
Corsetti va avanti spedito nella battaglia contro gli abusi e minaccia anche “che chi non avesse rispettato il provvedimento sarebbe stato costretto a chiudere per tre giorni”.

LA RIVOLTA DEI RISTORATORI - Nonostante le “minacce” i ristoratori del primo Municipio fanno orecchie da mercante. “Questa mattina faccio il mio solito giro - racconta ancora il presidente del primo Minicipio - e le strutture erano ancora presenti. In piazza della Rotonda c’erano strutture abusive che avevamo fatto rimuovere negli scorsi giorni. Ho dovuto perfino emanare una ordinanza per fare intervenire i vigili urbani e sollecitare anche la ditta che tardava che si occupa dello sgombero, ad arrivare. Una cosa che non era mai accaduta prima. A questo punto mi sono dimesso".
Solo dopo aver rassegnato le dimissioni qualcosa si è mosso nel Municipio: la ditta autorizzata dal municipio proprio in queste ore sta rimuovendo i tavolini selvaggi, i dehors, le stufe a fungo e quant’altro di abusivo occupa strade e marciapiedi. Il tutto è supervisionato dai vigili urbani.

"UNA OSCURA FORZA CONTRO LA LEGALITA'" - “C’è una forza che non riesco bene a comprendere”, aggiunge Corsetti mentre assicura che “la mia esperienza nel primo Municipio finisce qui. Una forza che contrasta la legalità e il decoro”. Poi un attacco al comandante dei Vigili urbani. “Non credo che lui possa opporsi da solo a tutto questo, ci sono altre forze che si muovono”.

L'APPELLO AL SINDACO - Un appello per il rispetto delle regole arriva dal consigliere capitolino del Pd, Dario Nanni che spiega: “Il suolo della Roma antica è patrimonio dell’umanità e non possesso esclusivo di bar, ristoranti e fast food che con i loro allestimenti hanno infestato le passeggiate archeologiche, rinascimentali e barocche. La crisi economica non può essere il pretesto per alleggerire i controlli e lasciare campo libero all’arbitrio dei furbi. Il Campidoglio la smetta di chiudere un occhio". A Nanni si unisce il consigliere Monica Cirinnà, in quota Pd: "E’ impensabile e inaccettabile che l’abusivismo incontrollato sia giustificato con la crisi economica che minaccia la città eterna - spiega Cirinnà - e permettendo che il centro storico venga deturpato con una selva inestricabile di tavolini, fioriere, gazebo, teloni plastificati e caloriferi. Chiedo al sindaco che aveva anche una lista elettorale che si chiamava ‘Amore per Roma’, di dimostrare questo affetto ponendo un argine al degrado nel Centro Storico facendo rispettare le regole”, aggiunge.

IL PDL - "Stupiscono le dichiarazioni di Orlando Corsetti. Solo ieri, al tavolo di confronto convocato dall’assessore Bordoni, al quale oltre al sottoscritto e a Corsetti sono intervenute anche le associazioni di categoria, i rappresentanti sindacali e la Polizia di Roma Capitale, è stata affrontata la problematica dell’occupazione di suolo pubblico degli esercizi commerciali. Come già spiegato, questo tema non ha mai beneficiato di una interpretazione univoca, un caos lasciato dalle amministrazioni passate. Su questo argomento l'amministrazione capitolina si misurerà allo scopo di trovare una soluzione che tuteli i luoghi, ma anche le istanze di una categoria produttiva importante per l’economia romana, che offre servizi di pregio ai cittadini e ai turisti e che contribuisce all’eliminazione delle zone di degrado". È quanto dichiara in una nota il presidente della commissione capitolina Commercio, Ugo Cassone (Pdl).
 "Sarà dunque nostra priorità lavorare allo scopo di contrastare le osp completamente abusive, forti della disponibilità ribadita dagli operatori per discutere degli arredi, della disposizione delle stufe a fungo, e delle occupazioni di suolo pubblico stesse - aggiunge - Le parole di Corsetti, dunque, ci sembrano inopportune e peccano come minimo di tempismo: non vorremmo che la sua posizione fosse figlia di qualche disagio o difficoltà interna al suo municipio. Spiace in ogni caso che si voglia dipingere la categoria dei ristoratori per quella che non è o, peggio ancora, fare passare l’idea che proprio loro vogliano fare scempio del centro di Roma, così come trovo essere fuori luogo paventare chissà quale diatriba, inesistente peraltro, tra commercianti e residenti, quando questi hanno dimostrato di essere dalla parte dei pubblici esercizi che operano nella legalità".

LA CONFCOMMERCIO - “Ritengo le dichiarazioni del presidente del I Municipio gravi e rivelatrici di una mancanza di percezione del malessere emerso tra i nostri colleghi. Corsetti doveva sapere che con un atteggiamento caratterizzato dall’assenza di dialogo e di concertazione con le categorie si sarebbe arrivati prima o poi a questa situazione”. E’ il commento del presidente della Fipe - Confcommercio Roma, Nazzareno Sacchi. “In questo caso il ruolo dell’organo politico del Municipio – dice Sacchi – è quello di dialogare con le categorie economiche e non certo quello di reprimere solamente, tanto più che questa situazione è stata causata dall’inerzia degli uffici amministrativi preposti ad accogliere le richieste degli esercenti formulate secondo le prescrizioni delle delibere capitoline”. E aggiunge:  “Le nostre istanze non sono state ascoltate con l’attenzione che meritavano. La necessaria mediazione che normalmente avrebbe potuto portare, con soddisfazione di tutti, alla soluzione di questo annoso problema, di fatto non c’è stata - insiste - preferendo perseguire la linea dello scontro con la nostra categoria e privilegiando solo una parte dei cittadini del centro storico”. Nonostante tutto ciò "abbiamo già assicurato alla presenza dell’Assessore Bordoni e dello stesso Corsetti – conclude Sacchi – la nostra piena disponibilità ad adoperarci per una soluzione di tutti i problemi che riguardano l’attività dei pubblici esercizi nella sua interezza".

Ora si aspetta l'incontro tra il dimissionario Corsetti e il sindaco Gianni Alemanno.

Eleonora Formisani

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