Casamonica, confiscati beni
per sei milioni di euro
Il Tribunale ordinario di Roma, con un decreto, ha devoluto le proprietà proventi dell'attività delittuosa del clan al patrimonio statale. Tra i beni confiscati cinque fabbricati, cinque terreni, una Ferrari Spider, conti corrente e libretti di risparmio
Confiscati beni al clan Casamonica. Lo ha deciso il Tribunale Ordinario di Roma, sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, con un decreto. I patrimoni in questione furono già sottoposti a sequestro preventivo ai sensi dell’art. 12 sexies del d.l. 306/92 nel febbraio del 2010, al termine di articolata indagine, convenzionalmente denominata “Ottavo Re” del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Frascati, scaturite dalla denuncia di un imprenditore di Ciampino vittima di usura da parte dei Casamonica.
Due dei tre indagati, che hanno scelto di avvalersi di riti alternativi, un uomo e una donna, sono stati di recente condannati in primo grado, rispettivamente, a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a 3 anni nel corso di un giudizio in cui la Provincia di Roma si è costituita parte civile, tramite lo sportello anti usura, contro gli imputati. Con il provvedimento odierno di confisca i beni, che i giudici romani hanno ritenuto essere riconducibili ai proventi dell’attività delittuosa, vengono definitivamente sottratti alla criminalità e devoluti al patrimonio statale.
Sono inoltre al vaglio del Tribunale di Roma altre posizioni patrimoniali dei Casamonica, comunque già sequestrati nell’ambito dell'operazione antiusura dei Carabinieri. I beni oggi confiscati hanno un valore commerciale di circa sei milioni, e sono costituiti da cinque fabbricati (di cui una villa con piscina) e cinque terreni, tutti in zona Romanina, nella periferia sud est della Capitale, autovetture di pregio tra cui una Ferrari Spider, oltre a conti correnti e libretti di risparmio. Ai due imputati, infine, i giudici hanno ritenuto di applicare anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.s. con divieto di soggiorno nel comune di Roma per la durata di anni tre.


