CasaPound, a giudizio Palladino
aggredì esponenti del Pd
Il pm ha chiesto e ottenuto che Palladino, attualmente ai domiciliari, sia processato con giudizio immediato. E' accusato di lesioni personali aggravate, violenza privata e porto d'arma impropria
Sarà processato Alberto Palladino, l’esponente del gruppo politico Blocco Studentesco arrestato il 30 novembre in seguito alle indagini svolte per l’aggressione a quattro esponenti del movimento giovanile del Partito Democratico, avvenuta la notte del 3 novembre scorso nella zona di Prati Fiscali in Roma. Nei confronti del dirigente di CasaPound Italia in IV Municipio, attualmente ai domiciliari, il pm Francesco Minisci ha infatti chiesto e ottenuto che sia processato con giudizio immediato, rito che permette di saltare la fase dell’udienza preliminare e di andare direttamente al dibattimento. Lesioni personali aggravate, violenza privata e porto d'arma impropria, sono i reati contestati dalla Procura a Palladino.
L'ACCUSA - Secondo l’accusa Palladino “per futili motivi, in concorso e riunito con altri soggetti in numero compreso tra dieci e quindici, molti dei quali travisati in volto con caschi e sciarpe – si legge nel capo d’imputazione – utilizzando bastoni di legno e mazze di metallo” avrebbe "ripetutamente" colpito in varie parti del corpo quattro appartenenti del movimento politico “Giovani Democratici” costringendoli ad interrompere l’affissione di “di alcuni volantini di denuncia sociale, profferendo contestualmente la frase ‘uccidiamo questi comunisti di merda’”. Il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto “in numero superiore a cinque, con armi, per futili motivi e in orario notturno, così profittando delle circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”.
LA DIFESA - "Accogliamo con favore il giudizio immediato già da oltre 20 giorni disposto dal gip per Alberto Palladino, che consentirà finalmente al dirigente di CasaPound Italia di trovarsi davanti a un giudice terzo e di far valere le proprie ragioni nella garanzia del contraddittorio". Lo afferma in una nota il difensore di Palladino, l’avvocato Domenico Di Tullio, aggiungendo che il suo assistito "auspica a questo punto di vedere riconosciuta in tempi ragionevoli la propria estraneità ai fatti, in modo da essere messo nelle condizioni di affrontare con serenità la prossima campagna elettorale per le comunali di Roma, alle quali Palladino parteciperà come candidato presidente in IV Municipio per la lista civica di CasaPound Italia". "Certo – sottolinea CasaPound Italia – fa riflettere sentire parlare di giudizio ‘immediato’ dopo 70 giorni di detenzione. Ma, considerato che questo tipo di rito speciale può essere richiesto e ottenuto a tanta distanza dall’iscrizione della notizia di reato solo nei confronti di chi è sottoposto a custodia, forse a questo punto diventa più facile spiegarsi la sovrabbondanza di misure cautelari applicate a Palladino, da quasi 40 giorni ai domiciliari dopo aver trascorso un mese in carcere".


