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Il provvedimento

Cartellopoli, indagini in Comune
I vigili sequestrano gli archivi

Sigilli

Dopo le denunce dei comitati, l'incidente mortale sulla Tuscolana e le polemiche delle ultime ore, interviene la squadra del comandante Di Maggio. Polizia giudiziaria nei locali di via Ostiense. Sotto la lente le procedure previste dalla contestata delibera 37
CARTELLONI Bagarre in Comune
LA DENUNCIA Alemanno: la mafia dietro la pubblicità
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Prima le continue e documentatissime denunce dei comitati, poi l'incidente mortale in via Tuscolana, poi ancora l'ok della commissione comunale al Piano regolatore degli impianti pubblicitari (seguito da violente polemiche), infine la denuncia del sindaco Gianni Alemanno che dice a chiare lettere che dietro la gestione della pubblicità per le strade della Capitale c'è la mafia. Quanto basta perché lo stesso Comune decida di intervenire: oggi intorno alle 13 l'intervento della squadra del comandante Antonio Di Maggio che ha messo i sigilli agli uffici e agli archivi dell'ufficio che si occupa del servizio Affissioni e Pubblicità, il settore cioè che gestisce tutta la pubblicità all'interno del comune di Roma e che ha quindi la funzione di autorizzare (o meno) l'installazione degli impianti pubblicitari nel luogo richiesto dalle ditte.

IL BLITZ - Oggi intorno alle 13 gli uomini della polizia giudiziaria si sono presentati negli uffici comunali di via Ostiense 131 e hanno messo sotto sequestro gli uffici e gli archivi: secondo quanto si apprende, il servizio continuerà a funzionare - a partire da lunedì - sotto la stretta vigilanza delle forze di polizia. Il blitz ha riguardato in particolare gli uffici disciplina, contenzioso e liti pendenti. In più, sono stati disposti i sigilli anche per alcuni archivi di Aequa Roma, partecipata del Comune di Roma che supporta le attività del servizio Affissioni. In pratica, l'unità operativa di Antonio Di Maggio, nell'ambito dell'accertamento della violazione della delibera n. 37 del 30 marzo 2009 (norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni), ha posto sotto controllo i tre uffici per aquisire gli atti necessari per verificare se sono stati commessi i reati previsti dagli articoli 479 (Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) e 483 (Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico) del Codice Penale.

I COMITATI - Questa verifica, va detto, è indirizzata a verificare il funzionamento della delibera 37, proprio la stessa delibera contestata dai comitati che considerano quel provvedimento "troppo permissivo" con le aziende che gestiscono la pubblicità e che pertanto hanno presentato una delibera di iniziativa popolare (raccogliendo migliaia di firme) che il consiglio comunale però tarda a discutere. Nelle prossime ore, certamente, ci saranno sviluppi importanti.

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