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Affissioni abusive

Cartellopoli, grave incidente
sulla via Cristoforo Colombo

Task force per la rimozione dei cartelloni abusivi

Ancora un incidente stradale, l’ennesimo causato da un cartellone abusivo. È accaduto ieri sulla Cristoforo Colombo, protagonista una donna che si è schiantata con la sua automobile contro un impianto illegale. Episodi simili quasi non fanno più notizia a Roma, capitale delle affissioni selvagge; eppure questo evento dovrebbe far riflettere. Il motivo? La struttura è di proprietà della Studio Zeta, azienda radiata dall’albo delle società autorizzate a fare pubblicità, con deliberazione 1999 del 12 luglio 2011. L’impianto doveva essere rimosso entro il 9 settembre dello scorso anno, ma ieri era ancora al suo posto, su uno spartitraffico che “ospita” 12 installazioni, nonostante il codice della strada vieti la loro collocazione in quel tratto.

L'ANTEFATTO - Non solo. La tipologia degli impianti è molto simile a quella delle strutture della ditta Pes (l’azienda proprietaria del cartellone di via Tuscolana, contro cui, a novembre dello scorso anno, perse la vita una giovane coppia di scooteristi). Plance dichiarate pericolose dalla polizia municipale di Roma Capitale e dai tecnici comunali. Quelle strutture, infatti, non solo hanno un’altezza da terra inferiore a quella prevista dalla normativa vigente (60 centimetri contro gli oltre due metri previsti), ma hanno anche degli spigoli “vivi” di vetro.

GIÀ PERICOLOSI UN ANNO FA - "La cosa più assurda di questa vicenda – afferma Roberto Crea di Cittadinanza attiva – è che gli impianti della ditta Pes sono stati dichiarati pericolosi dall’VIII dipartimento nell’ottobre del 2010". Quindi un anno prima dell’incidente mortale di via Tuscolana. Ma nessuno si è preoccupato di rimuoverli, né di effettuare un controllo su quelli di via Colombo (dove, a novembre del 2011, un altro cartellone era stato la causa di un altro incidente). "Il fatto ancor più sorprendente – aggiunge Crea – è che la Studio Zeta, nonostante sia stata radiata dall’albo delle ditte per le affissioni pubblicitarie, continua a raccogliere domande di inserzioni".

"BASTA CARTELLONI!" -  "Come è possibile che un’azienda espulsa dal mercato e che ha ricevuto l’intimazione di rimuovere i suoi cartelloni, li abbia lasciati al loro posto?", chiedono gli attivisti del comitato Basta Cartelloni.

"COLPA DEL COMUNE" - Le responsabilità, per l’associazione che da anni lotta contro le affissioni illegali, sono sicuramente da attribuire al Comune che non ha eliminato gli impianti che violano il codice della strada (intervento che è a carico di chi commette la violazione). 

"BORDONI SI DIMETTA" - Un insieme di illegalità che spinge gli esponenti del comitato a chiedere le dimissioni dell’assessore alle Attività produttive Davide Bordoni, considerato il maggiore responsabile della cartello poli romana, e un incontro con il sindaco Gianni Alemanno per discutere delle variazioni sul Piano regolatore degli impianti pubblicitari (che a breve dovrebbe essere discusso in Campidoglio), con cui mettere la parola fine al far west delle affissioni illegali.

Santo Iannò

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