Cartelloni abusivi, le associazioni
"L'assessore Bordoni si dimetta"
Dopo le denunce alla magistratura ed al sequestro di migliaia di documenti sulle affissioni pubblicitarie, CittadinanzAttiva e Bastacartelloni chiedono le dimissione dell’assessore (che intanto rimuove un dirigente) per non aver rimosso per tempo le plance killer, la cui pericolosità era nota da oltre un anno. Botta e risposta sulla delibera 37 del 2009 e sul futuro Piano regolatore degli Impianti pubblicitari, di cui sarà accelerata l’approvazione di A. TESTA
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CARTELLOPOLI Le associazioni: le affissioni del Comune sono abusive
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IL BLOG Basta cartelloni LE IMMAGINI Gli interventi di rimozione
Non accenna a placarsi la tempesta che ha investito l’ufficio affissioni di Roma Capitale ed il competente assessorato al Commercio dopo l’incidente stradale dello scorso 2 novembre all’Arco di Travertino, in cui due giovani scooteristi dell’Europa orientale hanno perso la vita dopo essersi schiantati contro un cartellone pubblicitario “autorizzato, ma collocato in un posto diverso dagli spazi consentiti dalla legge”, e cioè sullo spartitraffico al centro di via Tuscolana. Dopo che l’inchiesta della task force guidata dal vice comandante Antonio Di Maggio ha già portato la Polizia di Roma Capitale a denunciare alla magistratura 44 persone, tra cui il dirigente dell’ufficio affissioni, ed al sequestro di migliaia di documenti relativi alla sua gestione, questa mattina alcuni appartenenti alle associazioni ‘Basta cartelloni’ e ‘CittadinanzAttiva’ hanno manifestato sotto gli uffici comunali di via dei Cerchi per chiedere le dimissioni dell’assessore al Commercio Davide Bordoni.
LE PLANCE KILLER - “Il Comune sapeva già fin dal settembre 2010 – attacca Filippo Guardascione, di 'Bastacartelloni' – che in città erano stati impiantati centinaia di impianti pubblicitari dello stesso modello di quello che ha causato la morte di quelle due persone, che, al di là di qualunque altra possibile violazione locale, in ogni caso non possono mai essere installati all’aperto perché non rispettano i requisiti minimi di sicurezza previsti dal codice della strada. Questo perché sono sopraelevati da terra di appena 60 centimetri, contro i due metri e mezzo regolamentari, ed in più hanno dei pericolosissimi angoli in alluminio con spigoli vivi ed un rivestimento frontale in vetro, che ovviamente in caso di incidente può facilmente andare in mille pezzi. Queste plance possono essere usate soltanto al chiuso, per esempio all'interno di fiere o nei percorsi pedonali della metropolitana. Non aver provveduto alla rimozione di impianti così pericolosi per oltre un anno denota una fortissima responsabilità amministrativa e politica da parte dell’assessore Bordoni, che deve prendere atto del suo fallimento e dimettersi. In alternativa chiediamo allo stesso sindaco di Roma Gianni Alemanno di sostituirlo con una persona più capace”.
BORDONI RIMUOVE IL DIRIGENTE - Nel frattempo, una prima testa è comunque saltata, ossia quella del dirigente dell’ufficio affissioni – che pure fonti interne all’assessorato descrivono come una persona perbene – ma che questa mattina l’assessore Bordoni ha reso noto di aver provveduto ad “assegnare ad altro incarico per fugare ogni dubbio sull’operato dell’Amministrazione”. L’incarico è stato temporaneamente affidato ad interim al direttore del dipartimento Attività economico-produttive in attesa della nomina di un nuovo responsabile. L’assessore ha anche ribadito l’impegno della giunta Alemanno per regolamentare il settore delle affissioni – che da molto tempo appare sostanzialmente fuori da un vero controllo – mediante la continua opera di sorveglianza e rimozioni da parte della Polizia di Roma Capitale, annunciando al tempo stesso l’accelerazione dell’iter per l’approvazione definitiva del primo Piano regolatore degli Impianti pubblicitari (Prip) da parte dell’Assemblea capitolina, dopo che il progetto è già stato approvato in commissione.
IL PIANO REGOLATORE – “Purtroppo Roma – ci spiegano in assessorato – non ha mai avuto un vero censimento dei propri impianti pubblicitari e questo spiega la situazione spesso al limite della legalità in cui il settore è stato abbandonato per anni. Pensi che all’atto del nostro insediamento, nel 2008, la gestione era effettuata ‘alla buona’ mediante un semplice file Excel, tra l’altro anche privo di protezione, che conteneva dati parziali e molto confusi, che si potevano prestare facilmente ad ogni tipo di abuso. Per questo è stato necessario approvare la famosa delibera 39 del 2007, per cui siamo stati tanto criticati: il nostro intento infatti non era quello di deregolamentare il settore e raddoppiare gli impianti in città, come ci accusano di aver fatto, ma di costringere gli operatori stessi ad autodenunciarsi per poter avere una base di dati su cui cominciare a lavorare per scrivere il Piano, con cui al contrario intendiamo diminuire la superficie pubblicitaria in città [da 213 a 162mila metri quadri, ndr.]”. Una volta che sarà stato approvato sarà finalmente possibile sanzionare più efficacemente le affissioni abusive mediante un semplicissimo controllo di chi ha il permesso e chi no, mentre fino ad oggi i vigili sono potuti intervenire unicamente per sanzionare le violazioni al codice della strada relative alle affissioni pericolose per la circolazione stradale.
L’ITER DEL PIANO – Nei mesi scorsi il progetto è già sottoposto al previsto processo di partecipazione democratica, a cui hanno partecipato sia le associazioni di cittadini (tra cui CittadinanzAttiva, Basta cartelloni e Legambiente) che i Municipi, spesso critici verso uno strumento che concede loro pochi poteri sulla gestione del proprio territorio e che hanno formulato per questo numerose osservazioni, alcune delle quali sono poi state accolte. Una volta approvato, il Piano conterrà il numero e l’esatta tipologia di cartelloni che si potranno installare strada per strada, con un divieto assoluto per il centro storico, salvo pochi piccoli impianti “di utilità”, come le insegne delle farmacie ed i famosi orologi, che però verranno anch’essi regolamentati e fortemente ridotti. Subito dopo inizierà la redazione dei singoli piani municipali di dettaglio su dove installare fisicamente ogni singolo impianto; piani su cui – assicurano ancora in assessorato – il parere dei Municipi sarà sostanzialmente vincolante, anche se poi formalmente l’approvazione definitiva dovrà avvenire ancora in Assemblea capitolina.


