Basilica all'Aventino, trovate
cassette con ossa di santi
Padre Bruno ha notato una busta di carta a sinistra dell'altare nella cappella di San Girolamo. Dentro ha trovato ventiquattro pezzi picccoli o piccolissimi di ossa parzialmente avvolti in lana colorata e tutti etichettati con il nome, in latino, di Santi e Martiri risalenti ai primi anni del Cristianesimo. Resta il mistero su come il pacco sia arrivato nella basilica
Il parroco della basilica di Sant'Alessio all'Aventino ha trovato ieri mattina nella cappella di San Girolamo, in una nicchia laterale dell'altare, ventiquattro pezzi picccoli o piccolissimi di ossa adagiati negli scomparti di tre scatoline, parzialmente avvolti in lana colorata e tutti etichettati con il nome - rigorosamente in Latino - di Santi e Martiri risalenti ai primi anni del Cristianesimo: San Marcellino, San Sisto, San Lazzaro, San Prudenzio. "Un tesoro che custodirò gelosamente", assicura padre Bruno, custode della Basilica.
IL RITROVAMENTO - Il parroco ieri, durante un classico giro di perlustrazione della Basilica, ha notato una busta di cartone, come quelle che si usano per il pane, appoggiata ai piedi di una statua nella cappella di San Girolamo. Incuriosito, padre Bruno - originario del nord est, "la terra del piave", e residente a Roma da 11 anni - si è avvicinato alla busta e l'ha aperta, imbattendosi nel misterioso ritrovamento. Subito, il parroco si è reso conto del valore delle antichissime reliquie e ha contattato i Carabinieri.
IL MISTERO - Ma chi può aver lasciato le reliquie nella Basilica di Sant'Alessio, e perché? "I religiosi di qualche convento di suore o di qualche chiesa antica - ipotizza padre Bruno - o magari un credente che ha perso la fede ma che conosce il valore di queste reliquie e allora ha deciso di lasciarle in questa Basilica proprio per consegnarle alla custodia di qualcuno, piuttosto che profanarle o venderle a chicchessia". Insomma, chi ha compiuto il gesto è "qualcuno di massimo rispetto" che ha agito in segreto senza consegnare personalmente le reliquie "per evitare guai, visto che si tratta di cose antichissime".
L'ANTEFATTO - Mentre procedono le indagini curate dai Carabinieri attorno a una vicenda che appare ancora misteriosa, padre Bruno ribadisce: "Custodirò gelosamente sotto chiave queste preziosissime reliquie fino ai risvolti dell'indagine. Mi tremano le mani al solo pensiero di toccarle, considerato il loro valore religioso". Padre Bruno non è nuovo alle scoperte all'interno della Basilica di Sant'Alessio: già 8 anni fa, osservando casualmente il pozzo all'interno della Basilica dove i visitatori sono soliti gettare la classica moneta, aveva notato un'insolita busta, anche quella di insospettabile cartone, che una volta recuperata, si era rivelata contenere due ampolle con sigillo cardinalizio contenenti - con ogni probabilità - il sangue di Sant'Orsola. Anche queste reliquie, di provenienza ancora misteriosa, sono "gelosamente" custodite nella Basilica di Sant'Alessio.


