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Forze dell'ordine

Arte, recuperati beni
per due milioni

carabiniere con quadro

Le opere sono state ritrovate grazie a cinque operazioni distinte avvenute nel mese di giugno frutto della sinergia tra magistratura, interpol, sopraintendenze nazionali, stati esteri e i carabinieri della tutela del patrimonio culturale

Una statua in marmo trafugata dal Duomo di Parma nel 1979 per un valore di 750mila euro; un'anfora ad "occhioni" figurata e una kylix del maestro Tleson del valore di 500mila euro; cinque dipinti rubati in Slovenia alla galleria Riemer nel 2004; beni religiosi trafugati tra il 2008 e il 2011 nelle chiese di San Rocco e Sant'Antonio in Morozzo e di San Lorenzo in Lorenze' ed altri siti tutti in Piemonte e ben 2.298 beni archeologici provenienti da scavi clandestini effettuati negli ultimi mesi del 2010 e nei primi del 2011 tra la Puglia e la Basilicata per un valore di mercato complessivo di 600mila euro. Sono i beni culturali rinvenuti grazie a 5 operazioni distinte avvenute nel mese di giugno e frutto della sinergia tra magistratura, interpol, sopraintendenze nazionali, stati esteri e i carabinieri della tutela del patrimonio culturale che si sono avvalse della banca dati "Leonardo", la più completa del mondo. I beni recuperati e le operazioni messe a punto sono state presentate questa mattina al comando dei carabinieri di Trastevere dal ministro dei beni culturali Giancarlo Galan e dal Comandante generale tutela patrimonio culturale Pasquale Muggeo e dal Vescovo di Parma Enrico Solmi. 

La statua di Re David rubata dal ciborio del Duomo di Parma il 16 giugno 2011 era in possesso di un cittadino citinese a cui si è risaliti attraverso gli appunti di un commerciante toscano lasciati alla sua morte. I 5 dipinti, che saranno poi riconsegnati alla Slovenia, sono stati sequestrati invece in una operazione tra Mantova e Campione d'Italia in una perquisizione nell'abitazione di un italiano e residente in Svizzera, antiquario e numismatico, li ha restituiti alle autorità dopo averli comprati da un commerciante italiano. L'anfora e kylix del VI a.C. sono state rinvenute nelle mani di un agricoltore proveniente dalla zona di Vulci nell'Etruria meridionale e frutti di scavi clandestini. Nella successiva perquisizione nell'abitazione dell'agricoltore sono stati sequestrati altri oggetti mentre l'uomo è stato deferito per scavi illeciti e ricettazione. Per quanto riguarda i furti nelle chiese piemontesi, l'indagine "Abellonio" è partita nel mondo antiquariale emiliano da impronte digitali, pedinamenti, controlli e ha permesso di arrestare tre persone di una banda che operava nel Piemonte specializzata in furti di opere d'arte minori. L'operazione "Tersite" è partita a dicembre 2010 da scavi clandestini nella provincia di Taranto. Catturati alcuni tombaroli anche in flagranza che utilizzavano scavatori e metal detector nelle necropoli e nelle antiche città, tra cui Metaponto, per sottrarre beni da zone archeologiche protette. In totale sono state accertate le posizioni di 50 persone in 21 comuni italiani e rinvenute 1200 monete 117 oggetti in metallo, ceramiche, una spada antica, una statua in bronzo.

 "E' indecoroso che in questo Paese non ci sia stato nessun "tombarolo" che abbia fatto un giorno di carcere - ha sottoineato Galan - nemmeno quelli colti in flagrante. Stiamo studiando però qualcosa. Sono contrario al sanare il possesso di opere d'arte, non sono per le sanatorie ma un modo per stroncare questo tragico commercio bisogna trovarlo".

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