Sei in: Home - Cronaca - "Aiutò boss per un documento falso" Indagine contro Antonini di Casapound
Il caso

"Aiutò boss per un documento falso"
Indagine contro Antonini di Casapound

Casa Pound, bandiere

La procura di Roma chiude l'inchiesta sul vicepresidente di Casapound Italia e consigliere del XX municipio e il responsabile de "la Salamandra" Pietro Casasanta: avrebbero aiutato il camorrista e latitante Santafede ad ottenere una carta d'identità intestata a un palermitano. Il caso risale all'estate del 2008.

Andrea Antonini, vicepresidente di Casa Pound Italia e consigliere in XX municipio, rischia di essere rinviato a giudizio per falsa dichiarazione ad un funzionario dell'anagrafe, favoreggiamento e per altri episodi in cui avrebbe dichiarato il falso. E' quanto contenuto negli atti dell'inchiesta depositata oggi dal pm della Procura di Roma Luca Tescaroli. Per l'accusa, Antonini e Pietro Casasanta, responsabile dell'associazione di protezione civile di Casa Pound "la Salamandra", nell'estate del 2008 avrebbero fatto ottenere una carta d'identità falsa a Mario Santafede, narcotrafficante legato alla camorra latitante dal 2004 e inserito nell'elenco dei 100 ricercati più pericolosi per essere ritenuto il mandante di ben tre omicidi (Santafede oltre a una pena da scontare di 13 anni, 9 mesi e 20 giorni, è arrivata anche una nuova condanna a 10 anni di reclusione). Era la mattina del 29 luglio, infatti, quando avrebbero testimoniato il falso davanti a un funzionario dell'anagrafe sostenendo che Santafede in realtà era Filippo Lo Brutto, palermitano e residente in Australia. 

L'INCHIESTA - L'inchiesta era scattata nel settembre del 2008 quando Santafede era stato arrestato in un lussuoso appartamento di Barcellona dove risiedeva e dove è stata ritrovata anche la carta d'identità "contestata". Non sarebbe la prima volta che esponenti della destra neofascista romana venissero coinvolti in episodi legati alla criminalità, come ad esempio rapine. E' però la prima volta che ad essere messi sotto accusa sono due dirigenti pubblici, uno dei quali agisce anche nelle istituzioni, e non vecchi reduci degli anni 70 o personaggi tutto sommato marginali. In più c'è da rilevare un salto di qualità: qui non si tratta più di criminalità locale o di rapine, ma di un collegamento con la criminalità organizzata che agisce a livello internazionale. In più l'indagine getta un'ombra ancora più inquietante sulla gambizzazione subita da Antonini il 14 aprile 2011 davanti la sede del XX municipio dove si stava recando.

Valerio Renzi

Social networks