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Cartellopoli

Affissioni, "Basta cartelloni killer"
La protesta a piazza Cola di Rienzo

Cartellopoli, manifestazione a piazza Cola di Rienzo 07

Le associazioni 'Vittime della strada', 'BastaCartelloni' e 'Cittadinanza attiva', stamattina hanno lanciato una rete di soggetti decisi a combattere il sistema cartellopoli anche dal punto di vista legale. Due le diffide chieste dalle associazioni: una per la Colmbo e l'altra per via Tuscolana. I destinatari sono il sindaco Gianni Alemanno, l’assessore alle attività produttive Davide Bordoni e l’Ufficio affissioni del Comune di Roma. Il minisindaco Giannini: "Nonostante l'ordinanza di Alemanno, ancora cartelloni abusivi. E' uno sfregio alla città"  DI S. IANNO'   LE FOTO

LA PROPOSTA I cartelloni abusivi? Trasformiamoli in rastrelliere
LE ASSOCIAZIONI "Le affissioni del Comune sono abusive" 
LA REAZIONE Il comitato ricorre contro l'installazione di 700 impianti
CAMPIDOGLIO L'aula boccia la delibera d'iniziativa popolare LA SCHEDA Ecco le richieste inserite nella delibera 
L'OPINIONE Alemanno: "La mafia dietro i cartelloni" 
IL PROVVEDIMENTO Indagini in Comune, i vigili sequestrano gli archivi 
IL BLOG Basta cartelloni  LE IMMAGINI Gli interventi di rimozione

Piazza Cola di Rienzo, davanti alla libreria Mondadori. Il nastro giallo con la scritta "Crime scene, do not cross" delimita un'area di circa 4x4 metri. All'interno, una decina di persone col volto coperto da una maschera e due uomini con una tuta bianca simil polizia scientifica. Ma il vero protagonista è un cartellone pubblicitario abusivo di 1,40 x 2 metri (in questo caso con la pubblicità di una nota multinazionale di fast-food) su cui hanno apposto una scritta: "Io uccido". E poi altri cartelli, come "Rimozione dei cartelloni killer subito" e "Via Tuscolana, 2 morti", con la foto del cartellone in via Tuscolana su cui, nel novembre scorso, hanno perso la vita due ragazzi albanesi.

Così le associazioni Basta Cartelloni, Cittadinanzattiva Lazio e Fondazione Luigi Guccione hanno deciso di manifestare contro i cartelloni abusivi di Roma, responsabili di numerosi incidenti stradali. "Stiamo combattendo particolarmente su tre fronti - ha spiegato Filippo Guardascione, dell'associazione Basta Cartelloni - decoro della città, legalità e sicurezza stradale. A partire dal 2009, dopo la delibera 37, che ha creato una deregulation del settore, le ditte hanno impiantato cartelloni in tutti quei luoghi in cui il codice della strada lo vieta: spartitraffico, cigli stradali, bordi dei marciapiedi. Questo ha già provocato due vittime e più di dieci incidenti, che noi abbiamo documentato. Noi pensiamo sia ora di dire basta: basta al degrado, basta alla insicurezza stradale e basta a questa situazione di illegalità nella città". Alla manifestazione era presente anche il presidente del Municipio XVIII, Daniele Giannini: "Nonostante l'ordinanza del sindaco Alemanno, io posso garantire che anche in questi giorni stanno continuando indisturbati a montare cartelloni abusivi. È uno sfregio alla città di Roma, questa Capitale merita ben altro, quindi siamo contenti di partecipare a queste manifestazioni, i comitati avranno sempre il nostro supporto". 

LE DIFFICIE AL COMUNE - Due diffide per eliminare dalle strade gli impianti pubblicitari abusivi che invadono Roma. I destinatari sono il sindaco  Gianni Alemanno, l’assessore alle attività produttive Davide Bordoni e l’Ufficio affissioni del Comune di Roma. L’intimazione arriva dalle associazioni “Vittime della strada”, “BastaCartelloni” e “Cittadinanza attiva”, che stamattina in piazza Cola di Rienzo hanno lanciato una rete di soggetti decisi a combattere il sistema cartellopoli anche dal punto di vista legale.

 La prima diffida arriva per i manifesti posizionati sugli spartitraffico della Cristoforo Colombo, in violazione del codice della strada e della delibera 37 del 2009, che regola il mercato in attesa dell’approvazione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip). Manifesti contro cui all’inizio dell’anno si è schiantata una donna con la sua automobile. “Nonostante questo – spiega Roberto Crea di Cittadinanza attiva – restano ancora 10 impianti sul tratto di strada tra il Palazzetto dello sport e viale Oceano Pacifico”. Ma c’è un’aggravante: dai dati in possesso delle associazioni, sembra che quelle strutture appartengano alla ‘Studio Zeta’, ditta radiata dall’albo delle società autorizzate a fare pubblicità (con deliberazione 1999 del 12 luglio 2011), dopo aver collezionato una serie di sanzioni. Quegli impianti dovevano essere rimossi entro il 9 settembre dello scorso anno, ma sono ancora al loro posto.

La seconda diffida riguarda gli impianti della ditta ‘Pes’, quelle strutture di via Tuscolana contro cui ha perso la vita una coppia di centauri nel novembre dello scorso anno. “La pericolosità di quelle installazioni – continua Crea – è stata certificata dall’Ufficio Affissioni” (sequestrato nei giorni scorsi dagli uomini del vicecomandante della polizia municipale Antonio Di Maggio e su cui indaga il pubblico ministero Alberto Pioletti per falso in induzione). Per le installazioni della ‘Pes’ la rimozione era prevista nell’ottobre del 2010, un anno prima che si iniziassero a contare le vittime di questi “mostri”.

“SICUREZZA, LEGALITA’ E DECORO”- È una battaglia di sicurezza, legalità e decoro fanno sapere dai comitati. Perché non si può accettare che si continui a morire per colpa di cartelloni illegali, perché c’è bisogno di fermare quelle aziende che operano ai limiti dell’illegalità e perché i monumenti di Roma non possono essere coperti dai manifesti pubblicitari. Se, entro 30 giorni dalla data di notifica della diffida, non dovesse arrivare la rimozione di tutti gli impianti abusivi (che spetta alla ditta entro un mese, poi il Comune ha l'obbligo di intervenire) scatterà l’azione legale. L’accusa? Omissione di atti d’ufficio, che si traduce con un anno di reclusione o la multa di oltre mille euro, previsto dal comma 2 dell’articolo 328 del codice di procedura penale.

Il futuro, spiegano le associazioni, è il Prip. Il piano però dovrà essere modificato, come suggerito dallo studio dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, per puntare a diminuire del 50 per cento gli impianti presenti sulle strade. “Il Prip – si legge nel comunicato congiunto delle associazioni – dovrà dare meno spazio alle deroghe, redigere bandi per le assegnazioni delle aree ed escludere le ditte già sanzionate”. In attesa che l’inchiesta di Pioletti sveli se esiste o meno quel sistema di corruzione, che il sindaco Alemanno non esitò a definire come la “mafia dei cartelloni”.

Santo Iannò

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