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Piano casa

Action occupa il Forlanini
"Contro ogni speculazione"

Action occupa Forlanini 02

Circa 200 militanti di Action hanno occupato la struttura sanitaria per protestare contro il Piano Casa: "Vogliamo tutelare le strutture sanitarie contro ogni speculazione". Gli occupanti hanno poi abbandonato il luogo dopo alcune ore: "Il vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti è disponibile a incontrarci nei prossimi giorni - ha spiegato Bartolo Mancuso - in quell'occasione gli spiegheremo i nostri dubbi sul piano".

"Siamo sul tetto dell'ospedale Forlanini per protestare contro il Piano casa che sarà oggi in Consiglio comunale. Siamo in 200 e vogliamo tutelare le strutture sanitarie contro ogni speculazione". Lo dice Action che ha occupato il tetto dell'ospedale. "Chiediamo un passo indietro rispetto alla misura che prevede la vendita sul mercato immobiliare delle strutture sanitarie dismesse - dicono i manifestanti - siamo qui per difendere questo ospedale e non ce ne andremo, nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell'ordine". Gli occupanti hanno poi abbandonato il luogo dopo alcune ore: "Il vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti è disponibile a incontrarci nei prossimi giorni - ha spiegato Bartolo Mancuso di Action - in quell'occasione gli spiegheremo i nostri dubbi sul piano".

IL PIANO CASA  - "La truffa parte già dal nome - avevano detto quelli di Action, diritti in movimento - Nonostante il nome “Piano Casa”, il provvedimento della Regione non affronta il problema dell’emergenza abitativa, ma anzi da il via ad una grossa speculazione che investirà tutta la città. In barba totale al piano regolatore di Roma, il “piano casa” consente di cambiare destinazione d’uso in residenziale – cioè case private - di aree libere non residenziali, di edifici non residenziali dismessi, uffici, attività produttive ed artigianali fino alle strutture sanitarie chiuse. Una norma inoltre elimina ogni forma di struttura produttiva e sanitaria per farci case per la compravendita. E’ una perversa idea di sviluppo che prevede rendita invece di produzione. Né basta per giustificare questa operazione sostenere che il 30 per cento della case andranno in locazione. Si tratta infatti di un ricatto dei costruttori alla città, del tutto inutile dal punto di vista dell’emergenza abitativa. Non si conosce il canone di locazione, né le condizioni per la scelta degli inquilini. Tutto sarà gestito dal privato".

IL COMUNE - "L’amministrazione comunale potrebbe ridurre questo drammatico impatto del Piano Casa riducendo considerevolmente la sua applicazione - commenta Action -  La prima bozza del provvedimento attuativo del Piano Casa presentato dall’Assessore Corsini prevedeva alcune limitazioni, escludendo diverse parti della città (immobili storici, le centralità, gli immobili rilevanti architettonicamente). Ma la versione finale risente evidentemente della pressione dei costruttori, visto che i vincoli sono stati ridotti notevolmente e soprattutto è previsto a carico dei privati un contributo economico ridicolo.

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